
Qualche giorno di pausa per il blog, visto che l'unica mia connessione stabile alla Rete va in ferie...
Per non farvi soffrire troppo nell'attesa vi allego questa simpatica immagine di Babbo Natale affinche' vegli su di voi ed i
vostri bambini.
Non comprate troppe cazzate, tanto l'anno prossimo si ricomincia. Non amputatevi con i petardi la mano che usate per
chiroestrarvi. Se siete ragazze e sotto le feste vi sentite particolarmente tristi e sole, pensate che magari un po' di
compagnia potrebbe tirarvi su' purche' sia un uomo dolce e sensibile, bello ed intelligente, divertente e romantico, scrivetemi una
e-mail.
Vi consigliero' l'aulin.
Telegiornale:...accusato nuovamente di pedofilia, Michael Jackson riscopre la sua negritudine e si converte all'Islam.
Dichiara di voler assumere il nome di [bzz... bzz..] X, in onore del celebre Malcom X.
E.: Che nome ha detto che assume?
Lusky: Aster X, credo.
E.: Ai bambini piacera'.

Non e' questione di difendere il territorio.
Per secoli noi veneti siamo stati cornuti e mazziati perche' eravamo i malgari,
i contadini alla periferia dell'impero, schiacciati tra i bauscia ad ovest, i venessiani
cagainacqua e soprattutto i misteriosi ed incomprensibili furlani ad est, i crucchi al nord
e i teroni a sud.
Praticamente il nostro patrimonio genetico si e' arricchito ad ogni guerra che chiunque in europa
decidesse di combattere, perche' se gli austriaci dovevano andare in spagna passavano per il veneto all'andata e al ritorno,
se gli spagnoli andavano in ungheria passavano per il veneto, se i tedeschi andavano a roma passavano per il veneto, se i
siciliani andavano in belgio passavano per il veneto... e siccome siano una regione tutto sommato tranquilla, diciamo una
piccola oasi prima o dopo le alpi, il mare, il lago e la pianura, non e' che 'sta gente passava e basta, passava e gia' che
c'era prendeva la figlia del contadino e se la portava nel pajaro.
Spero gli sia venuto la febbre da fieno a tutti 'sti
bastardi, ma intanto noi ci siamo beccati il sangue piu' eterogeneo di tutti e infatti siamo freddi come gli austriaci,
sporchicci come gli spagnoli, mussi come i crucchi e mafiosi come i siciliani.
Cosa pretendete da un popolo concepito nel pajaro o dietro il porcile.
E non e' che le cose siano migliorate, negli anni piu' recenti.
Dopo essere emigrati quanto i siciliani in giro per il mondo e per l'italia ed aver fatto i
lavori piu' umili (un mio antenato a Niu' Iork preparava il cemento per la mafia) finalmente
Agnelli si e' impietosito ed ha deciso che per fare la componentistica della fiat eravamo piu'
che sufficienti noi, che siamo un popolo religioso ed il sindacato non lo vogliamo. Da allora il
rapporto uomo-->fabbrica nel veneto e' diventato pari al rapporto ratto-->uomo a Niu' Iork. In compenso la componentistica
fiat ha cominciato a cadere a pezzi, perche' anche nelle fabbriche ci dovevamo portare gli attrezzi da casa ma a casa avevamo solo
vanga e zappa e per montare un sedile con la vanga ci vuole pazienza (dote che i veneti non hanno, perche' almeno i tibetani
non sono mai venuti a rompere i maroni da queste parti).
Alla fine pero' i schei ce li siamo fatti anche noi. A forza di limare, la zappa e' diventata una chiave inglese e lavorando
queste dodici ore al giorno rigorosamente in nero qualcosa da parte lo abbiamo messo (peccato che intanto le nostre donnine
sul pajaro se la spassassero con il postino statale e teron).
Poi arrivano i magici anni Novanta e decidiamo che nero per nero tanto valeva
far lavorare i neri e noi limitarci a far cassa, o magari andare a vedere come si sta sui pajari degli altri... ad esempio
in romania, ungheria, polonia, lituania, repubblica ceca, thailandia... alcuni come il Benetton si sono trovati cosi' bene che
adesso tutta la sua produzione italiana la fa sui pajari esteri, perche' all'estero sono piu' religiosi ed i sindacati
non ce li vogliono. Altri come il Marzotto fanno uguale, e le fabbriche qua chiudono.
Cosi' noi veneti dopo aver girato tutta la ruota della fortuna stiamo per tornare ad essere i piu' sfigati, di nuovo sui
campi lanciando un'occhiata ogni tanto al pajaro per vedere se si muove.
Davvero, non e' una questione di difendere il territorio. Ma considerati pregi e difetti, pajari come i nostri fuori dal
veneto se li sognano la notte.

Qualche giorno fa Nello ha sparato nel forum qualche affermazione sul volontariato che non mi ha
convinto (soprattutto perche' le affermazioni di Nello sono in genere tanto piu' inesatte quanto piu' e' il vigore che
ci mette nel pronunciarle). Ci ho rimuginato sopra qualche giorno, non avendo tempo a disposizione per documentarmi.
Questa mattina finalmente qualche cifra l'ho cercata e trovata. Ovviamente sono cifre contestabili e per di piu' non
recentissime, quindi se qualcuno le ritiene errate (o errata la mia interpretazione) saro' disposto a dargli spazio.
Il Nellopensiero incriminato risale a Sabato 13 Dicembre; lo riporto affinche' non dobbiate smazzarvi a cercare nel forum:
La maggior parte della gente che lavora nel volontariato attivo e' di estrazione medio-bassa, minimo 35 ore di lavoro
settimanale, a volte precaria, addirittura. Questo e' palese nel momento in cui si fa un po' di lavoro nel "secondario
solidale" [cut].
Inoltre il 75% del volontariato attivo e' costituito da donne, che sono notoriamente piu' oberate dal lavoro effettivo degli
uomini. Nella fascia maschile, forse per una maggiore tendenza a portare con se' nel campo lavorativo molta parte della
mentalita' lavorativa di retribuzione (parlo del Veneto, del resto d'Italia non so), un atteggiamento del genere sembra
sempre insensato.
Dunque, dai dati ISTAT risulta che alla fine del '97 il Veneto era la quarta regione
in Italia per la presenza di associazioni di volontariato (dopo Lombardia, Toscana, Emilia Romagna), a
fine 2001 sempre
secondo l'ISTAT il Veneto era secondo in Italia (dopo il Trentino - Alto Adige) per percentuale di volontari sulla popolazione
(e parlo di volontariato attivo, tanto per usare la Nelloespressione).
Evidentemente la "mentalita' lavorativa di retribuzione" non impedisce ai veneti di fare volontariato. E quando dico "i veneti"
intendo naturalmente "i veneti e le venete" (che personalmente preferisco) anche se le percentuali ISTAT sono un po' diverse da quelle che proponi tu: anziche'
75% donne e 25% uomini, 57% uomini e 43% donne a fine '97. A fine 2001 il volontariato attivo veniva praticato da circa
il 9% degli uomini e l'8% delle donne italiane (il che da solo non ci dice niente sulla ripartizione).
Per quanto riguarda infine l'occupazione professionale, alla fine del 1997 il 48% dei volontari erano occupati, il 18% pensionati, il 12,5% studenti
e l'11% casalinghe; il 49% aveva almeno il diploma, quindi non sono cosi' sicuro che fossero sottoccupati (salvo ovviamente che
in queste stagioni siamo tutti precari).
Si tratta comunque di sottigliezze, Nello sa bene come sia il mondo del volontariato o almeno una sua parte. Non ho
riportato queste cifre che in parte lo contraddicono perche' ritengo che certi miti e luoghi
comuni siano ormai da sfatare, ma esclusivamente per il gusto di dargli torto (se a qualcuno fosse sfuggito).

A sorpresa mi viene chiesto da Pornorambo di scrivere un editoriale di elogi sul nostro presidente Ciappi.
Per favore, Porno: non farti trascinare dalla massa cattocomunista anche tu.
Abbiamo al Quirinale un uomo di 83 anni che passa da una commemorazione all'altra, di solito confermando con una settimana di
ritardo gli umori che la massa televisiva ha lasciato trasparire telefonando ad UnoMattina, oppure propinandoci quel
viscido patriottismo che non mi stanchero' mai di denigrare. Insomma, un vecchiaccio che fa rappresentanza. Due giorni fa
eccezionalmente si e' ricordato di avere anche qualche potere politico e l'ha usato, sempre con quell'aria di quei vecchi che
fanno le cose cosi', un po' alla cazzo, e non capisci mai se e' la saggezza o l'alhzeimer.
Questo e' ciappi, il presidente piu' inutile della storia d'italia.
Per quanto riguarda il merito della questione, devo fare uno sforzo per dire quello che penso. A me la legge Gasparri piaceva perche' mi volevo proprio comprare un paio di
canali. Se la mossa di ciappi mi liberasse veramente di berlusconi o almeno di fede, d'altra parte, sarebbe una gran cosa;
invece mi liberera' semplicemente di qualche migliaio di lavoratori mediaset e RAI. Badate bene, non se ne andranno i
dirigenti, i presentatori o chi sceneggia i programmi (il peggio verra' riciclato su altri canali), ma soprattutto tecnici
ed altri sfigati sostituibili.
Scusate se non esulto.
So bene che la colpa dovrebbe ricadere su chi, conoscendo le scadenze, non ha pensato a riorganizzare per tempo le reti. So
anche che RAI 3 senza pubblicita' puo' sembrare romantica a molti. In effetti (a parte il fatto che io avrei acquisito
TeleGuajeio e CanaLusky) la legge Gasparri faceva (e fa) schifo per moltissimi altri aspetti. Ma fermarla cosi', in questo
modo, fa solo maggiore casino e puo' dare solo la soddisfazione di un ceffone a berlusconi, che non compensa la consapevolezza che a pigghiarselo
nel didietro sono ben altri.
I signorini dell'Ulivo che adesso godono davanti alle telecamere perche' il vecchio babbo natale ha regalato quello che loro
non sarebbero mai riusciti ad ottenere, farebbero meglio a chiedersi chi avrebbe dovuto occuparsi del conflitto
d'interessi tra il 1996 ed il 2001 quando il tempo e la maggioranza c'erano.

Dopo aver visto "La meglio gioventu'" faccio due soli commenti:
1) bella la scena del suicidio di Alessio Boni;
2) qualche attore ce l'abbiamo, adesso cerchiamo di cavare fuori qualche regista e di metterli assieme.

Sono terrorizzato dall'idea che Saddam usi la sua unica telefonata per chiamare me.
[Black pit of memories: ON]
Domenica 14 Dicembre 2003:
Lusky: Ho sentito che hanno preso il tuo capo.
Manuel: Gia', quest'anno niente tredicesima. E' un peccato perche' gli avevo anche gia' preso il regalo per natale.
Lusky: Che cos'era?
Manuel: Un rasoio da barba.
Lusky: Abbiamo avuto la stessa idea.
Manuel: Che peccato, un regalo doppio. Vabbe' che comunque ne ha bisogno...
Lusky: Dici che gli americani ci lasceranno consegnarglieli?
Manuel: Non credo.
[Black pit of memories: OFF]

Considerando variabili* e costanti**, mi rincuora sapere che dopo tutti questi anni, con grande coraggio ed onesta',
riprendono le indagini per la morte del banchiere Calvi.
Con il savoir faire che lo distingue, berlusconi ha giurato sulla testa dei propri confratelli che i governi
precedenti possono anche essersi macchiati di complicita', ma questa volta
quel brutto ceffo di Vincent Corleone non se la cavera' a buon mercato.
* Chi c'e' al governo, l'atteggiamento che tiene nei confronti di processi e magistratura ed i suoi trascorsi
con alcuni dei p2ersonaggi coinvolti.
** Il fatto che in Italia non vengono mai risolti misteri di questa portata.

Ieri ho portato la macchina dal meccanico. Ora lui ha storielle da raccontare con le lacrime
agli occhi per i prossimi quindici anni, mentre io posso iniziare ad interessarmi agli orari degli autobus o al
valore commerciale dei miei organi.
Ieri sera ho visto "Il Monaco". Certo che quest'anno il catfight va proprio forte, eh?*
* Il 40% delle visite al blog arrivate dai motori di ricerca contenevano il termine "catfight", ed io continuo a ripeterlo
perche' voglio essere sicuro che questa peculiarita' persista.

Sto pensando a qualche modifica tecnica per il sito, su richiesta di quell'infame spaccaballe di
Pornorambo. Come sempre pero' io faccio le modifiche e voi il testing, quindi se vedete bug o cose strane
segnalatemelo.
In secondo luogo, due osservazioni sparse raccolte durante il weekend:
1) Qualcuno, per favore, dica a Michael Moore che il suo fratellino da molti anni creduto
disperso e' ancora vivo, abita in Nuova Zelanda e si fa chiamare Peter Jackson. E se lo sapeva gia', che la smettano con
questa commedia di fingersi non imparentati.
2) Se Luigi Lo Cascio (o come cascio si scrive) fosse nato in america si chiamerebbe Al Pacino.

Una suora suona il mio campanello alle sei di questa mattina. Mi affaccio alla soglia vestito solo dei boxer
"Satan Inside" e getto uno sguardo perplesso alla berlina nera del '29
parcheggiata al cancello.
Il pinguino sta raccogliendo firme a nome della curia per mettere al rogo la Principessa Bandolina. Le motivazioni:
ubriachezza molesta, uso di sostanze stupefacenti, blasfemia, infanticidio di massa e pratiche sessuali non
contemplate dal diritto canonico. Tutto questo su suolo consacrato.
Tra i firmatari scorgo con rammarico il nome del mio conoscente Pierbulus, che in cambio ha ottenuto un'indulgenza
per i peccati commessi tra il '95 ed il '98: riducendo cosi' a sei millenni il tempo da scontare in purgatorio.
Chiedo se veramente possono fare una cosa del genere (quella "X" sara' la firma di PornoRambo? E' valida?). La suora, con un sorriso scaltro sul muso topino, mi mostra la fotocopia
di una bolla papale del '367 che autorizza la condanna al rogo con almeno 45 firme. Nel caso della
Principessa siamo gia' ad 82 ma la raccolta prosegue per rientrare
anche nelle norme UE (non si sa mai).
Mi pungo il polpastrello dell'indice con uno spillo e schizzo una goccia di sangue negli occhi della suora, che subito
si porta le mani al volto ed inizia ad urlare mentre la carne si scioglie tra sibili di vapore rossastro. Raccolgo i fogli con le firme e li intasco
(potrebbero sempre tornare utili) aspettando che il pinguino si riduca ad una poltiglia sanguinante, poi metto fuori il
gatto che non mangia da ieri sera e torno in casa.
La Principessa Bandolina e' salva, forse.
Dalla finestra vedo la berlina nera del '29 allontanarsi silenziosamente. Chissa', magari se non fossero venuti proprio
alle sei del mattino non mi avrebbero trovato cosi' di cattivo umore.

Mmm... magari i post in Silvorin li comincio domani, per il momento beccatevi questa recensione di "La Citta' Incantata" di Miyazaki, nota anche come "Spirited Away". Diro' solo che questa recensione vuole essere un omaggio, ma che dico!, un tributo ad un noto critico che collabora spesso con questo blog. A voi scoprire quale.

Sabato ho visto l'edizione estesa de "Le Due Torri" e l'esaltazione mi spinge a prepararmi in maniera adeguata
all'uscita de
"Il Ritorno del Re" a fine Gennaio. Come prima cosa ho gettato via i miei abiti civili ed ho ripreso a vestirmi da orchetto -
non si nota la differenza; in secondo luogo da domani questo blog sara' scritto esclusivamente in Sindarin (forse questo e'
il principio attivo della salvia... comunque avete capito); infine leggero' di nuovo il libro questa volta in una lingua che
non conosco per farlo durare piu' a lungo.
E per rompere la schematicita' del post, una citazione cosi' a memoria per darvi prova del mio eccessivo entusiasmo (noto come
"la scimmia"):
Faramir: Questa guerra ci fara' tutti cadaveri.
Domani con un po' di culo vi posto tutto il monologo.

Sono sempre stato scettico nei confronti di paranoie, teorie del complotto e grida al regime; del resto, il
Movimento Autoreferenziale Digitale e' per statuto equidistante dai governi di democrazia borghese, considerandoli
in se' ormai parimenti antidemocratici e prendendone in esame solo gli atti concreti.
Ma ora si prospetta all'orizzonte una svolta.
Compagn*, dopo aver preso atto:
- dei recenti episodi di censura in RAI;
- del sostanziale silenzio che circonda la ricostituzione di un partito fascista ad opera della Mussolini;
- delle odiose denunce da parte del clero veneziano nei confronti di alcune nostre simpatizzanti ubriache;
- del giro di vite contro il consumo di stupefacenti light nel nostro gia' troppo triste borgo natio;
- del ritardo sistematico nella ricostruzione della sede del Movimento a Villa Gelida;
il Movimento Autoreferenziale Digitale riconosce la situazione di crisi attuale della societa' italiana ed
in particolare scledense, denuncia il ricompattarsi delle forze conservatrici tutte su posizioni fasciobastarde ed
invita gli appartenenti ad assumere lo stato di preallerta rivoluzionaria, autorizzando con questo la lettura,
previa rottura del sigillo in ceralacca, delle istruzioni del caso contenute nei plichi 26A ("Come sostituire Maria
Juana con la piu' legale salvia") e 666bis ("Come privare le suore della propria identita' e costringerle a lavorare come
muratrici in nero - 'in nero' e' un doppio senso").
Tutto questo in attesa di ulteriori sviluppi che la salvia ci impedira' di riconoscere.
P.S.: Con sommo orgoglio pubblico la recensione di "C'era una volta in messico" scritta
questa volta da Celarent.