
Sono tre settimane che il bloggo va e non va. Più che altro non va. Mi dicono che dipenda da problemi al server, che ci stanno lavorando e bla bla bla, quindi non ci posso fare niente. Il problema è che nel frattempo il mondo continua ad andare avanti e a me vengono un sacco di idee bellissime da scrivere ma non posso farlo.
Mi sono perso praticamente tutto il cas(in)o Unipol e quel magna magna dei diessini e le tangenti di calderoli, il dibattito sulla presunta verginità morale della sinistra e le intercettazioni di fassino e consorte, argomento sul quale senz’altro avreste voluto sentire la mia opinione*. Beh, prendetela come volete, ma io ho già convertito i miei punti Coop in azioni BNL.
Mi sono perso l’enciclica di papa Maledetto 666! Chissà quali rivoluzionari contenuti teologici avrei potuto commentare con voi! Ma vabbé, mi sono perso anche le cinquemila encicliche precedenti, quindi poco male.
Mi sono perso Ariel Sharon. Ma proprio del tutto, non capisco che fine abbia fatto, eppure ero sicuro di averlo lasciato lì nel primo cassetto della sala ed ora non lo trovo più da nessuna parte. Non è che qualcuno...?
Mi sono perso i giochetti di Berluschetto per far campare il governo qualche settimana di più e poter finalmente approvare tutte le leggi peggiori della storia della repubblica: legge anti-santoro, legge sull’(il)legittima difesa, riforma elettorale e via dicendo... Mi sono perso anche la maratona di Berluscall su tutti i canali televisivi ed il suo prendere simpaticamente in giro Prodi. Prodi invece si è perso l’occasione di rispondergli con una pernacchia.
Mi sono perso la vittoria di Hamas alle elezioni in palestina, e Nello che sventolava il bandierone verde per le strade del Borgo Natio fino a quando si è trovato circondato da leghisti che pensavano fosse uno dei loro. Mi sono perso il simpatico balletto di commenti sulla vittoria di Hamas, che attestano come tutti siano felici di esportare la democrazia purché dia un risultato gradito agli occidentali.
Mi sono perso il programma elettorale dell’Ulivo. In questo mi consolo perché se lo sono perso tutti.
Mi sono perso il post sulla neve. Che tutti devono scrivere un post per informare il mondo che ci sono quaranta centimetri di neve fuori dalla finestra, anche se tutti lo sanno già dato che a quanto pare ha nevicato anche su Marte.
Mi sono perso tutta la polemica Lazio-Livorno, la PornoRamba che sputa nei bicchieri di birra per rappresaglia, l’epopea della mia doccia intasata, le barzellette su PierBulus, Nello che sta scrivendo la versione tedesca del Signore degli Anelli ed intanto si appresta a partire per la Bosnia, Corto Maltese a colori con l’Espresso e mille altre mirabolanti avventure.
Scommetto che ora non succederà più un cazzo per settimane. Ammesso che il server riprenda a funzionare regolarmente.
* Mi rivolgo ad un pubblico immaginario composto dal Bradipo, i miei yogurt scaduti in frigorifero e Nello che non esce di casa dalla scorsa estate per terminare la tesi.

[Citazione della settimana]
B.: ...ed ha fatto bene a non scendere dalla macchina, altrimenti gli avrei fatto un culo così con il mio kung fu.
L.: Anche con il Tai-Chi. Solo moooooooolto più lentamente.
[Fine citazione]
Fa freddo, continua a fare freddo, fa sempre più freddo. Secondo me ci hanno fregati tutti con quella storia dell’effetto serra per non dirci che in realtà è ricominciata l’era glaciale. Ora me lo sento che farà ogni giorno più freddo e freddo e freddo fino a quando le piante moriranno e gli animali moriranno e gli oceani si ghiacceranno ed i piumini ikea si copriranno di brina ed i vulcani si spegneranno ed infine io sarò costretto ad indossare il cappotto per uscire a fumare la sigaretta.
Non che io abbia particolari problemi con il freddo, in realtà. Se mi dovessi preoccupare di qualcosa che potrebbe accorciare la mia speranza di vita, si tratterebbe piuttosto della mia persistente sindrome post-adolescenziale da ragazzo di strada disadattato e rissoso.
Per esempio.
Sabato sera sto uscendo da un bar e sento che dei tipi seduti vicino alla porta fanno un commento indirizzato inequivocabilmente a me*. Mi volto, i tre si zittiscono e mi guardano, ubriachi. I classici ceffi da bar, frustrati da una settimana di miserie, che desiderano solo sfogare la propria repressione ubriacandosi e prendendosela con il primo malcapitato che incontrano**. La parte civilizzata del mio cervello mi suggerisce che forse è il caso di proseguire per la mia strada ed andarmene, non ti curar di loro eccetera eccetera che ho pure una certa fretta e cose da fare, ma niente, mi scende questo brivido per la spina dorsale e devo tornare sui miei passi, avvicinarmi, guardare il tipo che ha parlato negli occhi con il mio sguardo più torvo e chiedergli se ce l’avesse con me. La parte civilizzata del mio cervello torna fuori a leccare la neve incrostata sul marciapiede.
Il seguito è abbastanza prevedibile. Due minuti dopo ero lì che mi bevevo un bicchiere di rabosello offerto da loro e scambiavo due chiacchiere amichevoli. Pensavate che avessi fatto a botte e stessi scrivendo da una stanza d’ospedale battendo sulla tastiera con una matita infilata tra i denti, eh? Fortunatamente non ce n’è stato bisogno, altrimenti li avrei conciati per le feste (cioè li avrei resi allegri e soddisfatti come un bambino la mattina di natale). Però devo fare qualcosa per ’sta sindrome di rispondere alle provocazioni degli ubriachi al bar, è da quando ho quindici anni che ogni volta va a finire così: mi bevo un bicchiere di vino insieme all’ubriaco. Io starei cercando di disintossicarmi dall’alcol, in fondo.
In una vita precedente devo essere stato uno di quei cagnetti piccoli e rompiballe che abbaiano un casino ed appena cerchi di prenderli a calci ti mordono la caviglia con i loro dentini aguzzi. Anzi, devo essere stato il primo cagnetto nella storia dei cani a rompere le balle ed averlo insegnato a tutti gli altri. Credo di immaginare come sia morto.
P.S.: Il mio sguardo più torvo, per chi non lo sapesse, è più o meno così: .\/.. Credo che faccia veramente paura.
* Avevo commesso l’errore di entrare in un bar da sballoni con un cappotto scuro gessato, il che costituisce una violazione del galateo dei bar che in veneto sostituisce il codice penale. Da questo punto di vista, pertanto, dò ragione a loro.
** Questo non vuol dire un cazzo, ovviamente, ma serve a creare suspence. In realtà erano tre normalissimi sballoni ubriachi.

L’anno vecchio, c’è da dire, è finito molto meglio di com’era cominciato.
[Flashback: 1.1.05.
In una torbida notte invernale, Lusky corre nudo sulla neve levando i pugni al cielo e maledicendo la propria sventurata esistenza su questo pianeta. Calde lacrime gli solcano il volto, mentre le più sordide ingiurie contro il presunto iddio creatore squarciano la quiete montana. I suoi fedeli amici PierBulus e Nello, seguendo affranti le sue tracce, lo raggiungono e lo coprono con una calda pelle d’orso appena scuoiata per strapparlo alle fredde braccia della morte, mentre un fulmine illumina senza pietà la tragedia della sua anima sventurata. O qualcosa del genere.]
Trascorse le cosiddette festività natalizie boccheggiando tra un pranzo e l’altro, io ed Amormio decidiamo di lasciarci la civiltà alle spalle, facciamo i bagagli e ci rifugiamo in un’allegra casupola a St. Oderich, sulle Alpi Trettine, località montana sconosciuta ai più e priva di ogni comfort. Niente adsl. Niente computer. Niente cellulare. Niente acqua calda. Niente riscaldamento. Niente bagno. Solo io, lei ed il freddo polare.
Ogni mattina ci svegliamo, riassettiamo il coloratissimo piumino ikea e ci riaddormentiamo.
Ogni pomeriggio ci risvegliamo, rotoliamo fuori dal coloratissimo piumino ikea ed apriamo la finestra. Fuori ci sono neve & ghiaccio a perdita d’occhio. Accendiamo la stufa a legna, cuciniamo il pranzo, cerchiamo di liberare dal ghiaccio le tubature dello sciaquone del cesso e ci impegniamo a far rivivere la memoria di Kurt Tucholsky. Ogni tanto io, per diletto, rompo un altro tubo dello sciaquone cercando di aggiustarlo. La sera scacciamo i lupi e gli altri animali selvatici che si accalcano contro la porta, ceniamo e torniamo a nasconderci sotto il piumino ikea. Per giorni e giorni e giorni (tre giorni in tutto) stiamo bene. Mangiamo bene. Dormiamo bene.
A mezzanotte del 31 Dicembre, stappiamo due bottiglie di birra Corona ed entriamo nel 2006 giocando a carte.
Comincia l’anno che sono già sotto di 28 euro.
[Prima e dopo l’iddilio montano, mi sono piaciuti al cinema l’ultimo Jarmusch, l’ultimo Miyazaki, l’ultimo Cronenberg. So già che Pornorambo dissente sugli ultimi due, ma è solo perché il primo non l’ha visto altrimenti dissentirebbe su tutti e tre.]