
Questo è un altro di quei post di denuncia sociale che dovrebbero risvegliare le coscienza e invece fanno addormentare la gente, o forse sono solo io che ho molto sonno. Comunque, io non lo leggerei, poi fate come vi pare. Avvisati.
Overture.
Una donna a seno nudo entra e si ferma al centro del palcoscenico, si pone in posizione plastica e lancia un acuto. Dietro di lei vengono proiettate ombre di rami mossi dal vento. Lancia un altro acuto. Un altro. Continua a lanciare acuti, per dieci minuti di orologio, poi scioglie la posizione plastica ed esce dal palco.
Entra un tipo vestito da donna, si siede al pianoforte e comincia a suonare, neanche male. Vengono proiettate ombre di rami mossi dal vento ed un ingrandimento delle sue mani che suonano. Entra un’altra donna, con due lunghi bastoni in mano, e comincia a declamare poesie scritte dalla sua nipotina di quindici anni innamorata di Cesare Cremonini. Ritorna la donna di prima, sempre a seno nudo, camminando all’indietro con un enorme mitra/fallo in mano, poi esce.
Il pianista continua a suonare. La seconda donna continua a declamare con voce vellutata poesie che parlano di amore, sogni, ossicina di pollo sul letto, cose così. Ci si aspetta che succeda qualcosa. Niente, questo è tutto quello che continua a succedere.
Gli spettatori più accorti capiscono la fregatura e se ne vanno. Ne rimangono comunque abbastanza per esplodere, alla fine dello spettacolo, in un applauso di cinque minuti.
Che succede a questa gente? Cos’hanno che non va?
Da un lato, teatranti convinti che meno è comprensibile il loro lavoro, più li renda fichi al cospetto delle masse incolte. Sbagliato. Si può fare teatro e allo stesso tempo offrire qualcosa di sensato: ci riescono i bambini delle elementari, meglio di molti registi ed attori acclamati. E ricevono anche applausi più sinceri. Neanche il teatro sperimentale deve per forza essere un susseguirsi di scene e situazioni che hanno un significato solo per chi le scrive, se non altro perché l’abbiamo già visto fare centinaia di volte e allora dove cazzo è la sperimentazione?!
Dall’altro lato, però, non riesco a capire neppure le decine di persone che sono rimaste sedute fino alla fine sotto il palco ed hanno persino applaudito. Pochissimi poi hanno ammesso che gli fosse realmente piaciuto; tra questi, la rappresentanza locale del fan club dei lunapop ed alcuni di quegli intellettuali di riferimento che si guardano attorno, vedono che tutti schifano, e allora decidono di elogiare per mantenersi la fama di bastian contrario. Perché l’intellighenzia italiana, come capacità critica ed onestà intellettuale, è ferma alla quinta elementare.
Persino Nello, per dire, che è solito apprezzare cose che io non riesco nemmeno a pronunciare, scuoteva il capo e fingeva di applaudire battendo stancamente con le mani un codice morse all’aviazione bosniaca, il cui significato era: siete una civiltà superiore, bombardateci.
Vi confesso, miei cari amici e nemici lettori, che lo spettacolo ai cui primi venti minuti ho assistito sabato sera era una desolante stronzata. Certamente io non sono un critico teatrale. Certamente non sono più i tempi di Shakespeare ed Aristofane. Ma so riconoscere una stronzata quando la vedo, riesco a distinguere la sottile filigrana dell’autocompiacimento intellettuale e del "non-ci-capiscono-quindi-siamo-bravi". Non dico che l’artista non debba essere presuntuoso, ma almeno potrebbe esserlo in modo creativo: non è di questo che trattava l’essere artisti? La presunzione noiosa e fine a se stessa dovrebbe essere ricompensata in modo equo e solidale con pomodori marci, fischi o almeno con una platea vuota. Il fatto è che siamo ancora succubi dell’autorità acquisita da chiunque salga su un palco e si spacci per artista, forse perché abbiamo paura di sembrare ignoranti, forse perché lo siamo davvero. Nel dubbio, comunque, la prossima volta saranno pomodori.
P.S.: Come sempre, prendiamo per un attimo in considerazione l’ipotesi che lo spettacolo fosse geniale e che io sia troppo scemo per averlo capito. A volte ho come questi momenti di rispetto per le opinioni altrui, ma poi passano.
P.P.S.: Se avete riconosciuto lo spettacolo di cui sto parlando, l’avete visto l’anno scorso al festival della Cultura Incompresa di Agrigento e vi è piaciuto benissimo, commentate liberamente con copiosità di insulti. Ne terrò adeguato conto nel distribuire i miei virus informatici preferiti.



Da giorni provate uno strano senso di spossatezza? Fate fatica a compiere anche il più semplice movimento fisico? Avete difficoltà di respirazione? Provate una sensazione di bruciore all’epidermide ogni qualvolta uscite all’area aperta?
Ebbene, se soffrite di uno o più di questi sintomi potrebbe significare che avete caldo. E’ estate, sapete. Gli esperti consigliano di bere molta acqua ed evitare di mangiare polenta e osei a mezzogiorno dentro un sacco a pelo vestiti come Messner sul K2. Attenzione! Rispetto la vostra libertà di scelta, e non sto dicendo che non lo dovete fare per forza. Vi tremano anche le mani? Allora probabilmente è malaria. Vi sono comparse strane eruzioni cutanee nell’area dei genitali? A quanto pare quella prostituta di Bogotà dopo tutto vi ha lasciato qualcosa, in cambio delle vostre carte di credito e di tutto il contante che avevate nel portafogli. E per oggi i consigli medici sono finiti.
Per gli abitanti del Borgo, è iniziato il festival estivo di AtoZ, ovvero la più spocchiosa rassegna culturale dell’emisfero occidentale. Con molta fatica ieri sera sono strisciato fuori dal nido d’amore ed ho sfidato il clima caraibico per andare a sentire Daniele Sepe.
Daniele Sepe, presente? Che con il suo spirito partenopeo e tutti i posti dov’è stato si dev’essere ben stupito di come la gente di qui non riesca a schiodarsi dalle sedie e a ballare neanche sotto minaccia di scomunica. Avrà pensato che fosse il caldo anomalo, ma non è così: il fatto è che noi balliamo dentro, più che altro. Dentro le nostre teste.


Questo ci insegna a diffidare sempre di chi sembra felice. Non che sia il suo caso, peraltro: immagino che in questo momento sia da qualche parte nella sua bat-caverna a struggersi perché il buon vecchio zio allah non ha ancora voluto scegliere lui come martire, che lo desiderebbe così tanto, uffa.
Inizia la nuova campagna di reclutamento Al Qaeda Summer 07. Come ogni anno in questo periodo le scorte di martiri si vanno inesorabilmente assottigliando, un po’ perché è un lavoro che si fa una volta sola, un po’ perché sono tutti al mare.

Undici Luglio, presunta estate, dopo due giorni di trombe d’aria ci svegliamo con la cima delle montagne imbiancata di neve, sig. Pasubio, mi permetta, non è mica il fottuto K2, mi si scombinano le teorie sul riscaldamento globale, mi s’impappina Al Gore, e poi dicono che è tutt’apposto.
Pare che ci siano stati brogli elettorali a favore dell’Unione, in Australia, non posso fare a meno di chiedermi quanto ci sia di falso, non posso fare a meno di chiedermi se l’unico modo per battere Berlusconi fosse diventare Berlusconi, e se ne valeva la pena, ma poi nessuno ci fa caso e mi dicono che è tutt’apposto.
E sento questo tizio raccontare di essere stato in un negozio ed aver visto un paio di nike a 180 euro, credo di sapere come finisce la storia ma poi il tizio racconta che lo stesso modello su nike.it le vendevano solo a 160 ed inoltre potevi personalizzare il colore e finanche farti stampare il nome sul tallone, e comunque cercherà su ebay che magari le trova a meno ancora, ed un altro tizio gli chiede, ma che modello, e il primo tizio risponde, come queste che ho addosso, ed io penso, ma non è mica tutt’apposto.
Dieci Luglio, dico al tizio che beve un biancorosso con me, lo hai visto quel tizio che è passato ed ha fatto finta di non vedermi, era in classe con me, non mi saluta mai perché odia tutto quello che gli ricorda il liceo, non è che ce l’abbia neanche con me, è proprio una cosa così, hai visto come ha fatto finta di non vedermi, il liceo è stato un trauma per lui e cerca di rimuoverlo, non ce la fa proprio, capisci? E mentre lui capisce, ripassa il tizio che era stato al liceo con me e mi saluta, non mi aveva visto, avevo voglia di bere qualcosa? e io all’altro tizio dico no, vabbé, cos’è quella faccia, ma proprio ora che te la stavo raccontando così bene doveva superare il trauma, eppure avrei giurato che non era tutt’apposto.

Sabato comincia con questo gruppo di cattolici divertenti che suonano bonghi e tamburi come si usava quando noi, giovani canaglie, ci ritiravamo nelle nostre piccole personali feste nei boschi a stonarci di vino a buon mercato e spezie assortite e finisce, numerosi boccali di birra dopo, con una pagina vergata in calligrafia ubriaca.
A quanto mi è dato di capire, dovrebbe riguardare l’ordinamento costituzionale della Bosnia:

(L’ho tradotta dal bradipesco ubriaco all’italiano per vostra comodità, casomai voleste far colpo su qualche mujaheddin balcanico)
Seguono sul taccuino due buffe stilizzazioni della bandiera bosniaca (presumo: ci sono un rettangolo, un triangolo, stelline varie) qui non riprodotte per non mettere in imbarazzo eventuali lettori bosniofili.
Ne deduco di aver trascorso la serata con Nello, futuro candidato a Mister Bosnia nel Mondo.

A Bergamo, città italiana famosa per avere un tasso di stupidità medio più alto che in parlamento, un gruppo composto da carabinieri e vigili urbani aveva organizzato un quanto mai peculiare servizio di ronda punitiva notturna. In pratica, andavano in giro su un’auto con targa rubata, individuavano un extracomunitario che sapevano essere uno spacciatore, o che avesse l’aspetto da spacciatore, o l’intenzione di esserlo in futuro (chissà?) e lo piallavano di botte, sequestrandogli poi eventuale droga, eventuale cellulare, eventuali soldi. I quali oggetti, ehm, non si sa bene che fine facessero, ma trattandosi di "giustizieri" certamente li avranno distrutti e non rivenduti sotto banco, come alcuni potrebbero sospettare.
Naturalmente quest’operazione di "pulizia etica" veniva svolta rigorosamente in divisa, fosse mai che a qualcuno scambiando il giustiziere per un vile rapinatore venisse in mente di spianargli la faccia a pugni.
Il tutto, c’è da dire, è stato scoperto da altri due carabinieri che nonostante le pressioni subite, anche da parte dei proprio superiori, hanno sporto denuncia contro i colleghi. Questo per dire che non intendo criminalizzare tutta quella categoria di delinquenti in divisa che tutela la nostra bella società. Naturalmente, questi due carabinieri che hanno sporto denuncia d’ora in poi avranno vita grama, ma si sa che in italia se proprio ti impunti a voler essere onesto devi essere pronto a pagarne le conseguenze.

Alcuni penseranno che l’iPhone italiano sia la nuova 500: molto attesa, molto pompata dai media, con un forte impatto emozionale ed un alto valore simbolico*. Ma c’è ancora qualcosa che la batte, ed è il Partito Democratico.
Non vorrei dare l’impressione di volermi accanire contro questo embrione politico, ma in fondo, perché no? E’ da mesi e mesi che si parla di questo PD, chi è favore, chi è contro, si fa, non si fa, chi è dentro, chi é fuori, come lo chiamiamo, che nome di dominio registriamo, i colori e il payoff. Hanno creato una certa attesa, hanno per così dire incuriosito il mercato elettorale all’idea del lancio di un nuovo prodotto. E poi l’hanno lanciato.
Ora stanno cercando di appassionarci sulla questione del segretario, perché questo sarà il front-man del partito: il discorso di Veltroni da commentare, la falsa alternativa di Bersani o Letta, e ancora le primarie, la costituente. Come per il melafonino, anche qui conta soprattutto l’immagine: attese messianiche, schermi giganti, una nuova interfaccia utente. Voteranno i sedicenni, perché il PD ama i giovani! Voteranno gli immigrati, perché il PD ha una mentalità aperta! Voteranno le donne, perché il PD... beh, vabbé, lo fanno anche gli altri, ma noi ci teniamo particolarmente perché siamo paritari! Quando in realtà, se potessero, questi farebbero votare anche i leghisti. Presto ci coinvolgeranno (o l’hanno già fatto?) sulla questione del simbolo e chissà quale altra malora... Ed i contenuti, il programma?
Presto detto: unire gli italiani, ridare speranza ai giovani, mettere d’accordo crescita economica ed equa ripartizione della ricchezza, lotta alla precarietà, far crescere l’italia, sostenere le medie imprese, realizzare gli obbiettivi di Kyoto, zzz.
Come dire, il minimo sindacale, ma ci saranno aggiornamenti software in futuro.
Sbaglia Berlusconi a dire che Veltroni sarebbe la controfigura di Prodi**, Veltroni probabilmente é la controfigura di personaggi ben più loschi. Il problema di Veltroni è sempre stato il suo frequentare cattive compagnie, anche quand’era da solo. Eppure c’ha un design pulito, un’eleganza minimalista, e su questo sono riusciti a creare un certo hype. Anche chi non ha nessuna intenzione di comprare il prodotto, non di meno nutre una qualche aspettativa, ha un po’ voglia di vederlo in azione, pur sapendo benissimo che probabilmente sarà un pacco.
Stanno cercando, insomma, di venderci il Partito Democrativo come la più innovativa iniziativa politica della storia italiana recente, quando in realtà si tratta dello sconsolante risultato dell’equazione Diesse + Margherita. Altro che minimalismo, praticamente è il mio peggiore incubo dopo Godzilla + Giuliano Ferrara.
* UPDATE: A quanto pare, non sono l’unico ad aver notato che la Fiat sta giocando a fare la Apple. E non avevo neanche visto lo spot!
** Berlusconi sbaglia anche quando dice tutto il resto, per inciso.

Venghino, signori, venghino. Alla vostra sinistra, un film di illusionisti ambientato a fine ’800, con le carrozze, i cappelli a cilindro e tutto quel genere di cose. Alla vostra destra, invece...
| Nome: The Prestige | Nome: The Illusionist |
| Uscito quando: 2006 | Uscito quando: 2006, poco dopo |
| Ambientato dove: Londra | Ambientato dove: Vienna |
| Ambientato quando: Fine ’800 | Ambientato quando: Fine ’800 |
| Protagonisti: due illusionisti | Protagonisti: un illusionista |
| Antagonista: per ciascuno dei due, l’altro illusionista. E Thomas Edison, naturalmente. | Protagonisti: un principe austriaco violento, dispotico e saccente. Con i baffi, naturalmente. |
| Cosa succede: due illusionisti si fanno scherzi da prete a vicenda, senza disdegnare un piccolo omicidio. | Cosa succede: un illusionista ed un principe baffuto fanno a gara a chi la sa più lunga, senza disdegnare un piccolo omicidio. |
| Il tutto raccontato tramite: un lungo flashback. | Il tutto raccontato tramite: un lungo flashback. |
| E a questo punto, chiediamo che siano aboliti dal cinema: i lunghi flashback. | E a questo punto, chiediamo che siano aboliti dal cinema: i lunghi flashback. |
| Comunque la causa di tutto é: una donna morta. | Comunque la causa di tutto é: una donna morta. |
| L’omicidio che sembra vero invece é: finto. | L’omicidio che sembra vero invece é: fintissimo. |
| E chi se lo sarebbe mai aspettato? Tutti. | E chi se lo sarebbe mai aspettato? Tuttissimi. |
| Gli spettacoli di magia sono: affascinanti, realistici, alla fine però si capisce tutto. | Gli spettacoli di magia sono: spettacolari, irrealistici, alla fine non si capisce una fava. |
| Se ne deduce che: l’ossessione, ehm, è una brutta cosa, ed è meglio stare alla larga dagli illusionisti. | Se ne deduce che: è meglio stare alla larga anche da Edward Norton: con questo film la sua carriera ha toccato il punto più basso dalla recita scolastica di terza elementare. |
| E comunque manca: il trucco del coniglio dal cappello. | E comunque manca: il trucco del coniglio dal cappello (eh sì, ci tenevo proprio). |
| E David Bowie che interpreta Nicky Tesla? Spero abbia devoluto il compenso in beneficenza. | E David Bowie che interpreta Nicky Tesla? Beh, insomma... Almeno qui, per fortuna, non c’è. |
| Ma insomma, ’sto film, com’è? Mah, caruccio, abbastanzina... però David Bowie canta meglio di quanto reciti. Ed anche la Scarlet Johansonn, se è per questo. | Ma insomma, ’sto film, com’è? Mah, noioso, abbastanzina... in qualche modo, mi pareva di averlo già visto. Qualcuno fermi Ed Norton prima della rovina. |