6/4
2003

Dimenticare Poleo

Oggi lascio il mio barrio. Per poco tempo, spero, ma in realta' la decisione non e' affatto nelle mie mani. Dovranno esserci indagini, perizie, distruzione e ricostruzione prima di sapere se potro' tornare nel mio appartamento. E se le cose dovessero andare troppo per le lunghe, saro' costretto a cercare un posto dove stare da qualche altra parte. Per il momento, vado ad abitare a casa della mia ragazza. Ma intanto lascio il mio barrio.
Sara' che oggi e' una giornata incredibilmente grigia, ma improvvisamente questo vecchio grumo di case assume un significato. Un senso di appartenenza, forse. Non che sia la prima volta che me ne vado dal paese, ma questa e' una lacerazione del tutto inaspettata e forse definitiva. Restano sospese in aria malinconia e tristezza che presto si poseranno.
Le vecchie case, le vecchie strade, i vecchi dalla faccia scura e cattiva ed i vecchi dalla faccia luminosa, i malvagi, i trasandati, i disperati del mio barrio ci saranno ancora, sono io ad andarmene oggi.
Lasciare Poleo non e' facile, speriamo di tornare presto.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.