17/12
2003

Dice il Signore: "Contraddirai Nello sempre e comunque."

Qualche giorno fa Nello ha sparato nel forum qualche affermazione sul volontariato che non mi ha convinto (soprattutto perche' le affermazioni di Nello sono in genere tanto piu' inesatte quanto piu' e' il vigore che ci mette nel pronunciarle). Ci ho rimuginato sopra qualche giorno, non avendo tempo a disposizione per documentarmi.
Questa mattina finalmente qualche cifra l'ho cercata e trovata. Ovviamente sono cifre contestabili e per di piu' non recentissime, quindi se qualcuno le ritiene errate (o errata la mia interpretazione) saro' disposto a dargli spazio.

Il Nellopensiero incriminato risale a Sabato 13 Dicembre; lo riporto affinche' non dobbiate smazzarvi a cercare nel forum:
La maggior parte della gente che lavora nel volontariato attivo e' di estrazione medio-bassa, minimo 35 ore di lavoro settimanale, a volte precaria, addirittura. Questo e' palese nel momento in cui si fa un po' di lavoro nel "secondario solidale" [cut].
Inoltre il 75% del volontariato attivo e' costituito da donne, che sono notoriamente piu' oberate dal lavoro effettivo degli uomini. Nella fascia maschile, forse per una maggiore tendenza a portare con se' nel campo lavorativo molta parte della mentalita' lavorativa di retribuzione (parlo del Veneto, del resto d'Italia non so), un atteggiamento del genere sembra sempre insensato.

Dunque, dai dati ISTAT risulta che alla fine del '97 il Veneto era la quarta regione in Italia per la presenza di associazioni di volontariato (dopo Lombardia, Toscana, Emilia Romagna), a fine 2001 sempre secondo l'ISTAT il Veneto era secondo in Italia (dopo il Trentino - Alto Adige) per percentuale di volontari sulla popolazione (e parlo di volontariato attivo, tanto per usare la Nelloespressione).
Evidentemente la "mentalita' lavorativa di retribuzione" non impedisce ai veneti di fare volontariato. E quando dico "i veneti" intendo naturalmente "i veneti e le venete" (che personalmente preferisco) anche se le percentuali ISTAT sono un po' diverse da quelle che proponi tu: anziche' 75% donne e 25% uomini, 57% uomini e 43% donne a fine '97. A fine 2001 il volontariato attivo veniva praticato da circa il 9% degli uomini e l'8% delle donne italiane (il che da solo non ci dice niente sulla ripartizione).
Per quanto riguarda infine l'occupazione professionale, alla fine del 1997 il 48% dei volontari erano occupati, il 18% pensionati, il 12,5% studenti e l'11% casalinghe; il 49% aveva almeno il diploma, quindi non sono cosi' sicuro che fossero sottoccupati (salvo ovviamente che in queste stagioni siamo tutti precari).

Si tratta comunque di sottigliezze, Nello sa bene come sia il mondo del volontariato o almeno una sua parte. Non ho riportato queste cifre che in parte lo contraddicono perche' ritengo che certi miti e luoghi comuni siano ormai da sfatare, ma esclusivamente per il gusto di dargli torto (se a qualcuno fosse sfuggito).

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.