31/3
2003

Like a rolling stone

Non so quando avro' tempo di mettere finalmente mano seriamente a questo blog. Come potete vedere, ho ancora dei problemi con la codifica dei caratteri (non mi riconosce gli accenti) e francamente non e' che abbia proprio il tempo per lavorarci tanto su...
Al momento sono ospitato a casa dei miei, nell'attesa che mi dicano qualcosa su se e quando potro' tornare nel mio appartamento. Probabilmente la prossima settimana mi trasferiro' dalla mia morosa, poi si vedra'.
Anche se egoisticamente non posso non pensare a quanto personalmente mi abbia toccato la faccenda, penso costantemente a quanto io me la sia cavata di lusso rispetto ai miei vicini, molti dei quali hanno perso la casa o hanno subito grossi danni, per non parlare dei proprietari dell'appartamento esploso (tra cui il ragazzo che e' ancora in ospedale, sotto shock). Da parte mia c'e' stata solo la grossa paura dell'esplosione, e gli inevitabili disagi che ci sono e che ci saranno nel prossimo futuro. Ma diverse persone oltre a questo avranno un sacco di altri problemi, non ultimi quelli economici.
Cosa posso dire? Sono contento di essere ancora qui a raccontarla, e che chiunque abbia sentito l'esplosione possa ancora raccontarla. Una cazzata da niente, con quello che succede in giro. Pero'... provarla sulla propria pelle non e' piacevole. E questo lo scrivo anche pensando a tutti quelli che esplosioni del genere devono sentirle costantemente, tutti i giorni, sopportare la paura e sperare di tirare avanti. Questo pensiero, che sbattuto qui puo' sembrare retorico, per quanto strano possa sembrare l'ho sentito esprimere da molte delle persone che erano accanto a me Sabato scorso, che hanno subito danni alle case e cose del genere. C'e' chi sta peggio, io me la sono cavata di lusso.
P.S.: Se qualcuno mi sa dare delle dritte su questo problema degli accenti, dovrebbe esserci il mio indirizzo e-mail da qualche parte.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.