4/11
2003

 

4 Novembre. Come forse il venti percento degli italiani ben ricorda, oggi cade l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale. Qualche mese fa - forse in quel caldo e frenetico Agosto appena trascorso - cercavo di convincere l'amico SoftEroticoRambo di come anche quella guerra non fosse altro che l'ennesima lotta di potere tra oligarchie politiche ed economiche nella quale la gente comune crepava a badilate in nome di falsi ideali non propri.
Fatica inutile. Non perche' Rambo sia Rimba, ma perche' la Prima Guerra Mondiale e' ancora avvolta in quel sacro manto di patriottica retorica che la rende inattaccabile.
Certo, nella seconda guerra abbiamo sbagliato quasi tutto... ma provate a toccare la Prima. Il Piave, la Patria, l'onta tuttora dolorosa di Caporetto, i Ragazzi del '99... Ve lo sconsiglio: correte meno rischi a sputare sui bronzi di Riace o a scopare ubriachi sulla tomba di Garibaldi.
Eppoi l'unificazione culturale e linguistica portata dalla prima guerra! Ragazzi siciliani che coraggiosamente venivano a morire sulle dolomiti per difendere la padania! Come se quei ragazzi (ma anche i veneti, eh) non fossero costretti a venire qui, ma si alzassero la mattina senz'altro desiderio che gettare il giovane cuore oltre la barricata. Commovente.
Sono cinico, non pretendo di essere particolarmente originale. Quando penso alla Prima Fottuta Guerra Mondiale (mondiale poi... e' stata principalmente una guerra tra stati europei, combattuta in ogni paese del mondo dove fossimo riusciti ad allugare gli artigli) mi vengono in mente le granate difettose e sottocosto che infiniti lutti addussero alla nostra truppa, le trincee di fango e merda, il futuro simpatico Re di Maggio che faceva fucilare in massa anarchici e disertori, le montagne sopra casa mia cosi' piene di cadaveri che ancora oggi con un po' di culo puoi trovare un pezzo di equipaggiamento...

Che tristezza. Per non mandare in crisi la principessa Bandolina, che in questo periodo non ne ha certo bisogno, chiudero' con due note liete.

Modi di dire veneziani:
Pierpaolo ha fatto il bastardo!: si usa come saluto o come intercalare nelle conversazioni. Esempio:
A: "Pierpaolo ha fatto il bastardo!"
B: "Pierpaolo ha fatto il bastardo! anche a te. Come va?" ecc.
(si ringrazia il linguista Julio Maria per averci fornito questa ed altre gustose indicazioni sulle piu' curiose usanze lagunari).

Infine: ieri e' iniziata la fase di ricostruzione della mia casetta. In pratica dopo la pulizia delle ultime settimane hanno cominciato a rimettere in piedi i muri crollati. Aspettatevi intensissime nevicate e tifoni se vivete nel Veneto centrale.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.