30/8
2004

Homme libre, toujours tu chériras la mer!

Ieri sera attraverso di corsa il triste borgo natio, sotto un acquazzone che m’infradicia i vestiti e mi gocciola dai capelli. Non ci credo più che mondi i peccati, acqua bugiarda. Ma sei il degno sipario per dei giorni eccezionali; sipario, s’intende, tra un atto ed il successivo, nessuno osi alzarsi da quelle poltroncine. Da Wu Ming a Regina Dor, dal senso di smarrimento nel borgo natio allo smarrimento vero e proprio per le strade di padova, da Turgenev alla de Beauvoir attraversando senza soluzione di continuità quel prisma di sentimenti che va dalla noia alla malinconia, dalla felicità al rimpianto, perché alla fine sono queste cose a farti scorrere il sangue nelle vene. E buttarsi a letto ancora bagnato e lacerato, magari non soddisfatto perché se sei soddisfatto dopo simili vicende, probabilmente non le hai capite affatto ma con una piega della bocca che potrebbe anche essere un sorriso e pazienza se nessuno lo vedrà, perché comunque quasi nessuno lo capirebbe.

Saluti (ma che dico "saluti"? Omaggi!) a Grifo che per un po’ vagolerà a Vilnius, Lituania. A Regina, ritornata alla reggia di Bari finalmente libera dall’oppressione dei nostri monti. A Giulia, pronta a partire per conquistare Paris, Francia.

And now, again.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.