Bisogna ammetterlo, è una grande delusione. Perché io, in Follini, ci credevo davvero: ero convinto potesse essere l’uomo" />

3/12
2004

Hasta siempre, vicepresidente

posterBisogna ammetterlo, è una grande delusione. Perché io, in Follini, ci credevo davvero: ero convinto potesse essere l’uomo serio ed indipendente che avrebbe tenuto a freno la pericolosa megalomania del Lestofante Capo, il coraggioso idealista che avrebbe arginato l’idrofobia sbavante della lega e le sbandate nostalgiche di aenne... Invece anche lui si è lasciato ungere, ha rinunciato a lottare per la sua gente in cambio di una squallida poltrona ministeriale.
Non aveva avuto paura in passato a schierarsi solo contro tutti, ad alzare la propria voce sopra il brusio dei cortigiani. Non si era lasciato intimidire dai titoloni di Libero, dai paragoni arditi degli alleati o dai paterni ammonimenti del Truce, proseguendo senza cedimenti nella sua lotta in nome della democrazia e dei diritti degli oppressi. Improvvisamente, forse stremato, ha ceduto le armi ed è tornato ad allinearsi tra i fedeli al governo: noi perdiamo così l’unico interprete sincero del nostro sentire e della nostra passione.

Che ne sarà dei miei sogni adolescenziali? Chi incarnerà adesso il ruolo dell’eroe senza macchia che già fu suo? A chi credere, ora che Follini non è più nel numero dei paladini del popolo?
Addio, Comandante. Anche se ti sei arreso al nemico, ti ricorderò per sempre come l’ultimo dei Grandi del passato, un po’ Che Guevara, un po’ Harry Potter, un po’ Super Pippo.

(Che poi a dirla tutta io non avrei MAI potuto immaginare che un politico di provenienza democristiana potesse venir meno alla propria coerenza in cambio di una poltrona. Sono letteralmente sconvolto.)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.