20/12
2004

Nuove forme di dissuasione dalla lettura di questo bloggo

L’ultimo fine settimana tranquillo prima della baldoria di fine anno l’ho inaugurato venerdì mattina andando a fare le analisi del sangue. Non scandalizzatevi se parlo dei cazzi miei (insomma, qui ci scrivo io, e poi i cazzi vostri non li conosco né li voglio conoscere) e non allarmatevi: non ho nulla di grave, o almeno continuerò a crederlo finché non vedrò i risultati. Gli ultimi esami che avevo fatto, peraltro, mi assicuravano che ero perfettamente sano e non vedo proprio perché rimettere in discussione il valore della visita di leva, che oltre tutto è finita in modo più che soddisfacente con una mia visita allo psichiatra militare.

Ehm.

Dicevo.

Si sa che l’ipocondria è una malattia altamente contagiosa e per vedere se ce ne siano tracce nel sangue Venerdì mattina vado in ospedale a fare queste analisi. Quando appaio alla statua di padre pio di fronte all’ingresso Essa scoppia in lacrime commossa perché io in questi luoghi di dolore preferisco farmi vedere il meno possibile

(sì, come tutti, me ne rendo conto)

e per rendermi più agevole l’esperienza medica il Santo nella Sua infinita bontà e compassione incenerisce all’istante una cinquantina di vecchietti per non farmi fare la fila allo sportello dell’accettazione. Io, riconoscente, non faccio ad alta voce osservazioni sulla Sua somiglianza con Obi-Wan Kenobi e trattengo la mia solita filastrocca di bestemmie del mattino fino a quando non mi comunicano il prezzo delle analisi (trentatré euro e rotti).Qui ci starebbe bene una qualche battuta sul fatto che ci cavano il sangue anche per farsi cavare il sangue, ma ho un umorismo troppo raffinato per poter concepire qualcosa di simile. Entro quindi in questa linda stanzetta dove senza distogliere mai lo sguardo* ammiro il mio sangue zampillare con insolito entusiasmo nella fialetta, nonostante fossero solo le otto del mattino; stupito, perché io alle otto del mattino il sangue lo sento scorrere nelle vene tipo yoghurt e pensavo sarebbe al massimo colato fuori senza fretta.

In effetti si è trattato di un’esperienza abbastanza banale, negli anni ’90 i prelievi di sangue erano molto più avventurosi: svenimenti, gang di vampiri, avvocati in agguato... ma si sa, erano altri anni. Ci sono rimasto male che mi hanno solo fatto questo prelievo e lasciato andare, me ne sono uscito con la manica arrotolata e premendomi l’interno del gomito mentre tutti i vecchietti superstiti mi guardavano malevoli dalle seggiole di plastica bianca e pensavano "drogato!", nonostante stessero aspettando per lo stesso esame. Lo so perché pure io mentre aspettavo ogni volta che usciva un vecchietto con la macchina arrotolata ed il pezzo di cotone premuto contro il braccio pensavo "drogato!".

E poi niente, pago e vado a fare colazione per tirarmi su: caffè, briosche al cioccolato, panino, spremuta di arancia. Invece di questa storiella inutile avrei potuto raccontarvi tutto il resto del fine settimana ma ho ricevuto dei fondi dall’Unione Europea per far diventare questo bloggo sobrio ed educativo, nell’ambito di una campagna per la Pubblicità Progresso via Internet: di conseguenza non ci saranno più quei malsani resoconti delle mie serate che possono istigare il pubblico più giovane all’alcolismo, alla drogga o a tutte le altre cose che rendono meravigliosa l’esistenza. Io posso farlo, voi no. E posso farlo proprio con i soldi che prendo dicendovi di non farlo.




* Questo perché sono un macho e non è vero che non vado mai a farmi le analisi perché ho paura del sangue, come dicono le malelingue.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.