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25/2
2004

Dei blog e di questo blog

Vengo a sapere da exju che in questo periodo si discute ancora dell'universo weblog, di cosa e come scrivono i bloggers, ecc. Io, ai margini della galassia come sono, sono felice di ignorare e di essere ignorato da questi dibattiti e posso solo permettermi un paio di riflessioni non troppo profonde.
E' vero, l'universo blog si espande sempre di più, anche se a mio avviso si notano già i primi segnali di un riflusso: nelle mie scorribande in rete mi imbatto sempre più spesso in siti abbandonati, o aggiornati ad un ritmo sempre meno frequente.
Chi rimane di solito è meglio di chi se ne va, in particolare tra i blog dedicati ad un particolare argomento - cinema, letteratura, internet, balcani... I diari personali, invece, sono in genere pallosissimi (salvo singoli post o casi particolari come ad esempio Arkangel).

Questo mio blog, ahimè, non è specializzato su nessun argomento e riflette la schizofrenia dei suoi autori. Quando ho voglia di scrivere cose (che considero) serie, le scrivo o almeno ci provo, quando sono incazzato esprimo la mia incazzatura, il più delle volte mi limito a commentare quello che sento o a raccontarvi delle serate alcoliche con i miei amici o delle cazzate che mi passano per la testa. Non ho pretese letterarie, non credo che la mia opinione valga per chi mi legge più di quella generale, anche se naturalmente è la mia opinione e quindi ci sono molto affezionato. Magari non è neanche poi così infondata come può sembrare, almeno sugli argomenti che mi stanno a cuore.

Il fatto è che questo blog è nato e continua a vivere soprattutto come punto di aggregazione per me ed i miei amici (lo considero tanto loro quanto mio), oltre che come sfogo per la mia grafomania. Quindi è comprensibile che ciò che interessa o fa ridere me e (spero) loro possa risultare palloso o futile per tutti gli altri. Se a qualcuno che non conosco fa piacere leggermi di quando in quando ne sono contento, sarebbe ipocrita negarlo, ma non mi sento in colpa se qualcuno pensa che io stia solo aggiungendo il mio sacchetto di spazzatura alla grande discarica telematica chiamata Internet. La specializzazione mi dà noia, non mi interessa fornire al web servizi di pubblica utilità o distribuire perle di saggezza, c'è già chi lo fa bene/male ed io preferisco investire il mio tempo altrimenti.

Mi dispiacerebbe se chi mantiene un blog dalla notte dei tempi ed ora va a raccontare le proprie esperienze in libreria, passando isbaglio di qui, dovesse pensare che sono un inutile impostore, o se chi fino a dieci mesi non sapeva neppure cosa fosse un blog ed ora si ammanta di autorità giornalistica dovesse ritenere che scrivo male e sono noioso. Mi inchino di fronte al loro rigore. Tuttavia con i miei quindici visitatori al giorno, quando non va male, non levo troppa larghezza di banda alle loro preziose rivelazioni. L'immondezzaio è ancora abbastanza grande per tutti, lasciatemi giocare con i rifiuti della società telematica fino a quando sarò stufo.

A tutti quelli che invece mi seguono più o meno regolarmente, o che sono capitati qui per caso alla ricerca del catfight, beh... non fatevi illusioni: questo blog continuerà ad avere un po' di tutto, perchè cambia sempre secondo il mio umore. E questa è l'unica costante.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.