19/1
2004

 

Avevo riposto forse troppe aspettative nell'ultima opera a fumetti di Enki Bilal, sicuramente anche a causa del lungo tempo trascorso da "Il sonno del mostro". Non e' che "32 Dicembre" sia brutto, anzi. I disegni causano la solita ipomandibolosi, la storia ha alcuni sprazzi molto suggestivi e delle intuizioni apprezzabili. Tuttavia - oltre ad essere piuttosto breve - il fumetto mi sembra soffrire di una certa inconcludenza; soffre per il fatto di essere un episodio di mezzo, la' dove Bilal ci aveva abituato a storie tutto sommato autoconclusive.
Per chi non lo conoscesse, Enki Bilal e' uno sceneggiatore e disegnatore di fumetti, nato a Belgrado ma naturalizzato francese. I suoi fumetti sono generalmente di fantascienza, con qualche eccezione significativa; la sua opera probabilmente piu' famosa e' la cosiddetta "Trilogia Nikopol", che racconta di uno strano gruppo di divinita' egizie che arrivano dallo spazio e "parcheggiano" su una Parigi cyberpunk e surreale. Inoltre, ha collaborato alla regia di due film che non ho (ancora) mai visto: "Bunker Palace Hotel" e "Tykho Moon".
Mi fermo qui, perche' di questo autore che amo moltissimo potrei continuare a parlare per altre -chesso'- due righe, cioe' appunto queste in cui vi dico che non so altro di lui.

Con il solito brusco cambio di argomento, vi faccio notare come la guerriglia albanese, abbondantemente foraggiata dalla NATO al tempo della guerra contro la Serbia, si stia estendendo sempre piu' anche in Montenegro dove si prospetta forse una "primavera di sangue". (fonte: Servizio informativo della diocesi serbo ortodossa di Raska e Prizren, in Kosovo). Alcuni stati ed alcune organizzazioni internazionali si stanno forse rendendo conto di aver messo la pistola in mano al bambino sbagliato, per l'ennesima volta.
Nel 1999, quando abbiamo bombardato Belgrado, molti di noi hanno in buona o malafede creduto a quanto i media ci hanno propinato - sulla favola del serbo cattivo cattivo e dell'albanese buono buono. Quelli che non ci hanno creduto erano troppo in pochi o troppo poco convinti per riuscire a fare qualcosa, fosse anche solo smuovere l'opinione pubblica mondiale com'e' successo l'anno scorso con l'Iraq.
Che poi non sia servito comunque assolutamente un cazzo se non a rendere oggetto di insulti chi si e' schierato contro la guerra e' un triste dato di fatto, e non so voi ma io non mi sento affatto la coscienza pulita.
Se qualcuno ha qualche idea, si faccia avanti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.