Internazionale, pensavo fosse l'ennesima ironica provocazione: l'idea mi sembrava d" />

23/1
2004

 

Quando l'avevo letto su un numero non troppo recente di Internazionale, pensavo fosse l'ennesima ironica provocazione: l'idea mi sembrava davvero troppo stupida. Ma pochi giorni fa, guardando un telegiornale, ho notato la sua ben nota facciona in prima fila al congresso dei democratici in Iowa e questo mi ha ricordato di togliermi finalmente il fastidioso dubbio.
Purtroppo mi sbagliavo, ancora una volta la realta' supera le mie piu' ridicole fantasie: Michael Moore sostiene ufficialmente il generale Wesley Clark come candidato democratico alla presidenza degli stati uniti. In risposta a chi gli potrebbe criticare alcuni episodi imbarazzanti del passato del suo beniamino, Moore mette avanti le mani con un ragionamento che probabilmente lo fara' apprezzare anche da Nello, il nostro materialista stoico: Why expend energy on the past when we have such grave danger facing us in the present and in the near future?

Gi, why? Molti in effetti considerano la storia un fardello pesante con cui fare i conti, ma qui si tratta appena di cronaca dell'altroieri! Signor Moore, se veramente cerchi una risposta alla tua domanda, ti suggerisco un titolo per il tuo prossimo teorema cinematografico: "Bombing at Beograd". E se ti piacciono le ambientazioni scolastiche, non ti preoccupare: il tuo amico Clark ha pensato anche a questo.
E cosi' ho capito due cose: che anche la sinistra americana e' pietosamente simile a quella italiana e che faccio ancora bene a fidarmi del mio istinto, il quale gia' da mo' mi aveva avvertito che quell'uomo puzzava.

Domani sera vedro' se almeno il fratello si salva ancora. Se tutto va bene la prossima settimana troverete anche una recensione de "Il ritorno del re".

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.