16/1
2004

Compagno Fidel, hai rotto i cojoni! (gia' da un bel po')

Lo dico privatamente da anni ed ora lo ripeto anche da questo pulpito da cui viene la predica: Fidel Castro e' un vecchio rincoglionito. Va da se' che un vecchio rincoglionito non e' la persona piu' indicata per fare il dittatore, perche' ne consegue tutto quello strascico di repressione della liberta' d'opinione, violenza, mania di grandezza, insomma tutte quelle brutte faccende che rendono una dittatura tale ma che si aggravano sotto il dominio sclerotico di un ultraottantenne.
Qualche anno fa, poco dopo la commercializzazione del viagra, il suo umore era migliorato ed il carattere ammorbidito. Incontrava un sacco di gente importante, tipo Maradona, Garcia Marquez, Marcos, il papa. Andava alle riunioni dell'ONU a fare i discorsi guajeji con la divisa appena ritirata dalla stireria, aveva persino ripreso a viaggiare in giro per il mondo.
Ma anche il viagra, si sa, da' assuefazione e Fidel ormai non ce la fa piu' a tenere il cervello in carreggiata. Di notte si sogna il Che e gli chiede se sia ancora realizzabile un'invasione armata della Florida, di giorno manda a morte dissidenti, fa incarcerare i liberi pensatori e da ultimo permette soprusi come questo (permettendo in pratica la navigazione su Internet e l'uso della posta elettronica solo a chi lavora per il governo o a chi puo' pagare in dollari - i turisti).

Rincoglionito, dicevo. Ma Fidel non e' uno di quei vecchietti rincoglioniti che trovi al bar il sabato sera, che ti fanno un po' sorridere ed un po' tenerezza, oh no signori miei non lo e'. Fidel e' uno di quelli pericolosi, perche' sta seduto su una poltrona che avrebbe dovuto abbandonare gia' decenni fa e non intende smollarla. Poi si possono fare diecimila discorsi su cosa sarebbe Cuba senza Fidel, cosa sarebbe stata, cosa diventera', tutte preoccupazioni piu' che legittime. Ma che il popolo cubano abbia finalmente una possibilita' di scelta, una possibilita' anche di cambiare! La sinistra dovrebbe avere il coraggio (quella parte che ancora non lo ha fatto) di guardare in faccia la realta' ed abbandonare i propri idoli, cambiando anche opinione di fronte ai numerosi e crudeli eccessi. E non sto parlando di pentitismo, ma di una visione piu' ampia e meno compromessa dal giogo delle ideologie e dal gioco delle barricate.
Se non altro per un motivo. Prima o poi, si spera, qualche eminente burocrate cubano chiamera' il fabbro per staccare gli artigli ormai rinsecchiti di Fidel dalla poltrona presidenziale e trasportarne la mummia al cimitero. Quel giorno si decidera' se Cuba tornera' ad essere un bordello (come gia' sta avvenendo, grazie a Castro e a noi europei) o se potra' diventare una vera democrazia, magari finalmente una forma di democrazia addirittura diversa da quelle borghesi "occidentali". L'ipotesi peggiore e' che salga al potere un nuovo Fidel con l'intenzione di non far cambiare nulla.
Quel giorno, staremo in silenzio ad aspettare che sbarchino i marines e vinca il piu' forte o ci saremo guadagnati almeno il diritto morale di esprimere la nostra opinione? Perche' tacere ora equivale ad acconsentire, ed acconsentire a quello che succede ora equivale a perdere credibilita' quando ci sara' da contestare quello che potrebbe succedere in futuro (o che succede da qualsiasi altra parte).


P.S.: So che vado fuori tema, ma ci sono diversi altri paesi guidati da vecchi rincoglioniti. Per rispetto nei confronti dei fedeli cattolici non rivelero' il nome del primo di questi stati che mi viene in mente.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.