12/7
2004

Grazie, Schio

Nello l’ha scritto sul forum questa notte alle tre e mezzo ed io lo riporto anche qui perché più gente possibile, per quanto comunque pochi leggano questo blog, sappiano cosa vuol dire permettere a milleduecento fascisti di merda sfilare per strada. I nomi certo non vi diranno nulla, ma li pubblico ugualmente, tranne quello del ragazzo aggredito per evitargli ulteriori rogne. Grazie a chi è rimasto a casa. Grazie a chi è stato indifferente a tutto questo. Grazie a chi lo permette. Grazie di tutto.

"Certe cose, se le sforzi oltre il limite consentito, non possono che collassare. Sentite bene.

Dico a Lusky << Faccio un giretto di 5 minuti prima di andare a studiare >>. Mi reco allo Skiosko, c’è poca gente, la sonnecchiosità impera. Me ne sto andando in preda alla noia, e sulla discesa affiancata dagli alberi sento un coretto che, dalle scalinate, intona "Fratelli d’Italia". Vedo vagamente comparire sette o otto camicie nere e/o scudettate fin troppo inquadrabili, con loro due bandiere tricolori con aquila imperiale stile Reich. Uno di loro si avventa contro la luce del portone di una casa colpevole di aver scritto a spray su uno dei muri "Per il fascio non c’è potere". La cosa, capite, non mi mette nella disposizione d’animo tranquilla, figuriamoci in quella di incrociarli scendendo, quindi ritorno sui miei passi ad avvertire Sara e Raf dell’arrivo dei gentiluomini in questione.Io resto al banco perchè non ho intenzione di stare a casa con quelli a duecento metri.
Fatto sta che arrivano con E. al fianco e Cioni come maestro di cerimonie, soddisfatto per vari motivi che potete immaginare. Si assettano con il malcelato sgomento degli avventori, tranne di uno a cui per venti minuti ho spiegato il mio nervosismo raccontando all’ignaro vita, morte e miracoli dei Ras di casa nostra. Penso sia curioso che al tipo sia stata data di lì a poco una prova fisica delle mie astratte elucubrazioni.

Cosa fanno un gruppo di fascisti al bar se non intonare nel più strapaesano dei modi canzoncine del ventennio di fronte ad un bicchiere? Facce da teppa mischiate a studentelli esaltati, un classico: noi si sfrigolava, ma mantenevamo una calma al più molto irritata o sarcastica. Un ragazzo, si chiama G., visto più volte ma che non conoscevo, fa qualche battutina a voce un po’ alta, ma anche questo - converrete - rientra nella norma. Stavo parlando con lui e davo le spalle ai neri, scherzavamo facilmente sulle qualità della birra rossa, quando il coretto dei chirichetti fa partire un "Faccetta nera" a squarciagola. G. si lascia scappare un istintivo "Ma ste siti!, e vedo subito un bufalo nero, il più grosso di loro, che lo investe e lo prende a pugni schiaffandolo fra l’albero centrale e la botte lì a fianco. Panico generale, due di loro e noi altri cerchiamo di separarli ma lo skin continua con la gragnuola di mazzate, come impazzito, immaginatevi un corrispettivo nero di Jepo. La situazione non migliora quando G., senza farsele raccontare troppo a lungo, gli spacca in faccia il suo boccale personale, aprendogli una ferita non da poco sul viso e ferendo altri due fra cui Cioni. Si infuria il nazi, prende una bandiera e cerca di sfasciargli l’asta in testa. A quel punto, i suoi riescono ad allontanarlo e cercano di farlo ragionare, più spaventati di noi, che intanto guardiamo orripilati l’aggressore (tal Tommaso di Valdagno), il viso innaffiato di sangue, prendersela con i camerati, definirli traditori e uscirsene, aggiungendo ai suoi argomenti anche sedie brandite sopra la testa, con perle tipo: << Ma se un fascista sanguina, perchè non devono sanguinare anche loro? >>.

Raf ha chiamato i carabinieri, tutti li lasciano sgrugnarsi fra loro, Cioni è l’effige della disperazione e, vuoi la ferita vuoi la situazione in cui ci ha messo e si è messo, praticamente piange. Un paio di studentelli fascisti, capita la cazzata cui hanno contribuito, ci dicono che non è colpa loro, che gli skin non fanno parte del movimento.

Le "forze dell’ordine" la cui caserma è dietro l’angolo, dopo venti minuti ancora non si fanno vedere. Tutto il tempo che serve a Tommaso per ridiventare una bestia e costringere con la forza (strattoni, capelli tirati, solito ondeggiare della sua mazza) chi si trova allo Skiosko a sgomberare, prendendo praticamente il controllo della zona delle panche con i suoi compagni impotenti a guardare. Ci lancia dietro di tutto, compreso un posacenere quando siamo già sulla strada rialzata, e restiamo lì ad aspettare l’arrivo dei caramba. Che arrivano in tutto dopo una mezz’ora, chiedono documenti, loro e alcuni dei nostri. E mentre noi, una quindicina circa, stiamo cercando di testimoniare nel modo più lucido possibile (i nervi erano davvero a fior di pelle, ve l’assicuro, rabbia e paura), vediamo che i carabinieri li lasciano andare via: << Abbiamo preso le loro generalità, sappiamo chi sono >>, << Adesso quello va all’ospedale >>. Non ci potevo credere, cioè siamo rimasti tutti di ghiaccio, mi ricorderò per un po’ la voce di Sarah, tremante, che dice << E come fate a sapere che va all’ospedale, ora quelli sono laggiù, e noi come scendiamo? >>.

La serata è finita sgomenta. I carabinieri se ne vanno, uno dei baristi (il pelato, dal sangue freddo invidiabile, tra l’altro) ed io accompagnamo da basso E., che si è incaponita cocciutamente di trovarli per parlargli: sappiate che mentre noi tutti venivamo aggrediti fascisticamente da quel bastardo, lei era l’unica che era rimasta lì, in mezzo a loro, sconvolta ed incazzata, certo, ma ferma. Non so se sia una ragazza enormemente coraggiosa (Tommaso non lesinava mazzate neanche ai suoi) o se conosca così bene quel giro tanto da non preoccuparsi della propria incolumità. Sia come sia, ne trova alcuni, ci parla un po’ e va a casa, io e pochi altri restiamo allo Skiosko per la chiusura, esterefatti.

Cosa vi posso dire che già, da questo confuso resoconto, non avete già capito? Cosa sarebbe successo se gli skin ortodossi e di primo fronte fossero stati, che ne so, quattro o cinque? Anche se gli altri fasci erano calmi, quante bestie del genere "Tommaso" sono sfilate ieri mattina in questa cittadina? Avanti, alla fine questa notte non è stato portato lo scontro fisico a Schio, il precedente, la dimostrazione delle nostre preoccupazioni?

Quello che vi ho raccontato è successo meno di due ore fa: quando sentirete versioni che, nella sostanza, differiscono da quella che avete appena letto, sappiate che non corrispondono a piena verità. Vi saluto, vado a studiare, stasera non dormo, sono troppo incazzato."

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.