16/3
2004

 

A Villa Gelida non c' il numero civico, non c' la cassetta delle lettere, non c' la luce delle scale, lo zerbino, il portaombrelli, il campanello. Questi sono accidenti che andranno risolti quanto prima. Non un caso, invece, che a Villa Gelida manchi il televisore. Siccome lo usavo solo per vedere il telegiornale, quando mi sono trasferito l la prima volta ho pensato di risparmiarmi la scocciatura e la spesa. Tanto, se c' qualcosa che mi interessa, posso sempre andare a vederlo a casa di qualcun altro che si socializza.

Le notizie, invece, le ascolto alla radio. Non essendo un appassionato di musica la tengo sempre sintonizzata su Radio 24 che sar borghese ma fa un radiogiornale ogni mezz'ora. Soprattutto, nell'orario in cui di solito ceno (tra le sette e le nove/mezzo), c'era una trasmissione di approfondimento condotta da un giornalista lucido e sobrio, il cui nome si perso nell'oblio della memoria. Non ero quasi mai d'accordo con le sue opinioni, ma forniva informazioni e chiavi di lettura interessanti, ospitava opinioni e non sbraitava mai. Ieri sera, prima cena da solo a casa, per rompere il silenzio mi sono ricordato della piacevole abitudine ed ho riacceso la radio.

Peccato, il giornalista sobrio e lucido non c' pi. E' stato sostituito da una giornalista un po' meno lucida e un po' meno sobria, a quanto mi parso di capire ad un primo ascolto, che conduce una trasmissione chiamata (sic!) L'Utopista. Cos'abbia di utopistico non mi stato dato di sapere. Ieri sera di parlava - comprensibilmente - del risultato delle elezioni in Spagna e del suo collegamento con gli attentati di Madrid; la giornalista ribadiva costantemente come, a suo avviso, il rischio di subire attentati non fosse assolutamente da collegare con la partecipazione di uno stato alla guerra contro l'Iraq in quanto l'ideologia stessa degli estremisti islamici ad essere rivolta contro l'occidente tout-court ("voi siete per la vita, noi siamo per la morte"). A dimostrazione di questo, il fatto che siano stati i terroristi i primi a colpire, prima delle guerre in Afghanistan ed in Iraq, e che i terroristi identificati finora provengano non dalle nazioni pi sfruttate della terra ma da paesi nei quali "gli occidentali hanno riversato milioni di dollari in investimenti", nazioni "tra le pi ricche" del mondo.

Alcune di queste osservazioni sono interessanti, ma sollevano interrogativi che andrebbero sciolti. Perch, ad esempio, la guerra non stata fatta contro queste "nazioni ricche" come l'Arabia Saudita, il Marocco ecc. dalle quali provengono gli attentatori ma contro paesi diversi? E se pure vero che sta nell'ideologia di morte degli attentatori la spinta motivazionale al terrorismo, non altrettanto plausibile ritenere che queste guerre abbiano ampliato enormemente il "bacino di utenza" di questa ideologia, dando vita ad una maggiore coesione del mondo islamico nei confronti dell'opposizione all'occidente e spingendo a radicalizzare la propria posizione anche persone che prima estremiste non erano?

Per quanto riguarda i paesi di provenienza, alla giornalista farebbe bene dare una ripassata al consolidato concetto sociologico di "deprivazione relativa". Le ideologie rivoluzionarie si diffondono spesso con maggiore forza non l dove sono peggiori le condizioni di vita, ma nel luogo (geografico, sociale) o nel momento in cui possibile fare un confronto con un modo di vivere diverso, il quale risulta per allo stesso tempo negato o irragiungibile. Oppure, come in questi casi, le ideologie controrivoluzionarie si sviluppano pi facilmente dove il modus vivendi abituale viene minacciato nello spazio o nel tempo. E' abbastanza claro? Speriamo.

Sono d'accordo che, al punto in cui siamo arrivati, ritirare le truppe dall'Iraq non ci metterebbe al sicuro da attentati; se fosse questa l'unica motivazione per chiedere il ritiro sarebbe affare ben triste e dimostrerebbe solo la nostra propensione a calare le brache. Ma motivi ce ne sono a bizzeffe, gli stessi motivi per cui in Iraq non ci dovevamo andare, e che non hanno nulla a che fare con la paura quanto piuttosto con la giustizia, la politica, la stessa strategia di lotta al terrorismo. Cos come, adesso, ci sono anche motivi per restare: ad esempio finire il lavoro iniziato (e non parlo del "lavoro" militare, ma della ricostruzione che esiste ed in atto), almeno per una volta nella storia italiana.

Claro? Mmm... si sa che il meno lucido e sobrio sono proprio io.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.