18/3
2004

Sangue su sangue

Scusatemi se vi porto via un po' di tempo per faccende che certo non ci riguardano. Come ormai vi sarà giunta voce, in Kosovo gli scontri tra serbi ed albanesi ha raggiunto ieri un livello di violenza sufficiente a guadagnarsi un posto (il quinto, mi sembra) nei telegiornali europei e chissà che oggi non abbia guadagnato posizioni, con tutto il sangue che stanotte si è sparso.

Il Kosovo, sì, è sempre lì. Sempre quel mezzo metro quadrato di terra serba troppo vicino all'Albania o, se preferite, di terra albanese dentro lo stato serbo - inutile che stiamo ad accapigliarci pure noi. Ve lo ricordate, vero? Qualche anno fa ci hanno raccontato che i serbi del Kosovo ammazzavano gli albanesi a colazione e li gettavano nelle fosse comuni prima della pausa caffè. Perchè i serbi sono cattivi (avete mai fatto caso a quanto suoni male la parola "serbo"?) e volevano cacciare tutti gli albanesi buoni dal Kosovo, o meglio ancora farli fuori. Ci abbiamo creduto? Sì e no. Qualcuno sì, qualcuno no, qualcuno se n'è fregato perchè c'aveva i suoi legittimi problemi a cui pensare. Certo, le foto, i filmati e le interviste erano molto convincenti: cumuli di cadaveri, vecchi in lacrime, soldati jugoslavi armati fino ai denti, colonne di profughi e su tutto il villain per eccellenza, Slobodan Milosevich - candidato Hitler di fine secolo. A guerra fredda finita da un pezzo, un cattivo ideale fa sempre comodo.

E con questa strage in atto cosa si fa? Beh, si bombarda. Cos'altro si può fare? Gli ultimatum - che chiedevano gentilmente di regalare la terra agli albanesi - sono stati vergognosamente rifiutati, facciamo vedere a quei porci comunisti che non sempre gli va così bene da riuscire a crollare da soli. E modestamente, anche noi italiani abbiamo dato il nostro contributo. Vi ricordate anche questo? Il presidente del consiglio (no, non berluscao, ai tempi si trattava di minimo d'alema) che giura: "I nostri aerei hanno solo funzione di perlustrazione e supporto" e poi viene fuori che invece bombardavano Belgrado e lui ribatte: "Beh, cosa pensavate che fossero là a fare?". Una guerra giusta, una guerra di liberazione per sconfiggere e schiacciare sotto le bombe all'uranio un popolo che da Milosevic aveva già provato a liberarsi da solo, ma non c'era riuscito, ed allora ecco che come punizione abbiamo spianato le loro fabbriche (anche quelle di armi, sì), le loro case, le loro scuole, i loro ospizi, ospedali, reti televisive, treni in corsa. Che nessuno si azzardi a dire che abbiamo fatto male, c'erano i kosovari che piangevano nel loro campo profughi mezzo metro più in là, per farli smettere abbiamo dovuto dar loro fucili e pistole, bombe a mano e munizioni in modo che potessero contribuire alla propria liberazione. Tanto poi alla fine ce li restituiscono, no?

La Serbia capitola, l'Occidente ha sconfitto il comunismo per l'ennesima volta, gli albanesi sono liberi in Kosovo e Milosevic catturato come criminale di guerra.

La favola è finita, buonanotte. E se nel sonno vi sembrerà di sentir dire che in quelle fosse comuni in Kosovo c'erano più serbi ammazzati dagli albanesi che il contrario, se sentirete dire che il Kosovo è stato trasformato in un crocevia del narcotraffico protetto dalle mafie sotto lo sguardo presbite della nato, se qualcuno vi sussurrerà nell'orecchio di oltre mille civili serbi uccisi negli ultimi cinque anni dagli albanesi, fate finta di niente perchè le favole devono finire bene, inutile rovinarsi il sonno con questi strascichi di sangue.

E se ieri il Kosovo è tornato sui giornali, state pur certi che presto vi sparirà di nuovo. Il Kosovo è "scoppiato"? Ma se persino io che sono l'ultimo dei pirla avevo raccolto la previsione di una recrudescenza degli scontri già due mesi fa, per non parlare di chi in quel territorio ci vive o che lo segue con maggiore attenzione? Due giorni fa, sul sito www.kosovo.com (sito serbo, o'course, quindi malvagio e falso) leggevo che nello sgabuzzino dell'Europa "[...]their security situation [dei serbi] continues to be poor and their freedom of movement is often restricted to their own home, forcing them to subside on hand- outs from international agencies. While the rest of Kosovo enjoys an influx of money thanks to international assistance and remittances from Albanians working abroad, Serb areas are growing poorer. Apart from immediate physical security, all aspects of life are problematic, including freedom of movement, employment opportunities, property rights and access to education, healthcare and justice."

E cos'è successo, per scoperchiare la pentola? I giornali italiani non si dilungano e le notizie non sono comunque mai sicure (per me) quando arrivano spruzzate di sangue. Un serbo di diciotto anni viene preso a fucilate da tre sconosciuti il 15 Marzo a Gaclavica e ridotto in fin di vita. I serbi reagiscono scendendo in piazza ed esigendo dalla KFOR maggiore protezione e la cattura degli aggressori. Tre ragazzi albanesi cadono in un fiume a Mitrovica, due di loro affogano e gli albanesi dicono che vi sono stati spinti dai serbi per vendetta, anche se poi il sopravvissuto afferma che non è vero. E comincia il pogrom, gli albanesi assaltano i serbi e la KFOR, i serbi assaltano gli albanesi, ancora sangue, ancora morti. Vista la situazione, facile prevedere che avranno la meglio gli albanesi a meno che la Serbia non riesca ad intervenire militarmente, nel qual caso preferisco non pensare a come reagirà l'Occidente.

Uno spettacolo l'informazione italiana, si sente e si legge quasi un imbarazzato ed imbarazzante balbettare, censurando quanto contraddice la favoletta già conclusa, tacendo sulle cause e sul contesto. Giuro di aver sentito ieri sera che "i Serbi se ne stanno asserragliati nei loro villaggi, circondati dagli albanesi armati". Asserragliati? Già, i serbi cattivi non vengono assediati o aggrediti, sono loro che si asserragliano. Gli albanesi ci fanno brutta figura al massimo quando incendiano le chiese ed i monasteri, ma solo perchè quelle sono cose che hanno valore artistico, cazzo. I serbi non hanno valore artistico né storico, possono crepare senza problemi nei loro negozi, nelle loro auto o sulla soglia delle loro case. Il clamore vero arriverà solo quando morirà un italiano, un francese o un inglese di quelli che sono lì da cinque anni a garantire la pax europea, ed allora tenetevi pronti per un'altra favola destinata a finire bene.

La colpa, la colpa. Vogliamo chiederci di chi è la colpa di tutto questo? Ma la colpa è un concetto cristiano, non credo che in questo grumo di terra sporco di sangue e frattaglie ci siano colpevoli ed innocenti. Ma responsabilità/responsabili e cause, sì, ci sono. Andiamole a cercare nel decennio nero della Jugoslavia, con le sue guerre che hanno (come minimo) costretto famiglie e villaggi a spostarsi da una parte all'altra del paese per evitare di farsi massacrare, insediandosi in zone dove magari non erano ben accette. Cerchiamole negli scantinati dell'Albania e della Macedonia, dove terroristi e mafiosi si passano valigie di droga in cambio di armi e si spartiscono le rotte per l'oriente e per l'occidente. Cerchiamole nei tribunali che giudicano solo gli sconfitti e chiudono gli occhi sui crimini dei vincitori. Cerchiamole nei salotti di chi ci spacciava una guerra giusta ed ora sventola le bandierone arcobaleno. Cerchiamole negli studi ovali sporchi di sperma dai quali giovani presidenti dovevano distrarre l'attenzione. Cerchiamole nei discorsi di chi diffonde il nazionalismo come una cura contro la povertà. Cerchiamole in chi dopo aver spento la televisione crede di sapere tutto il necessario.

Di quanto vi ho raccontato le fonti sono sparse in giro, se avete interesse le trovate di sicuro. Se ve ne manca il tempo vi consiglio la "scorciatoia" di Ex-Ju che come sempre con rabbia e accuratezza scava, rimesta nella nostra coscienza e ci sputa in faccia ciò che preferivamo ignorare. Scorciatoia nel senso che lì trovate con facilità più notizie sull'argomento di quanto vorreste leggere; se quello che leggete non vi piace potrete sempre fare una smorfia e dire "Ah, ma questa è comunista e spudoratamente filoserba" così siete a posto con la coscienza. Va bene lo stesso, tanto le fonti filoalbanesi le trovate più facilmente sui giornali ed in televisione, solo che non sanno più come distorcere la verità, oggi.

Non è che io voglia fare una predica a qualcuno, spero che sia chiaro. Io non ho la coscienza più pulita di chiunque altro sulla questione serba e kosovara, ho manifestato contro i bombardamenti a Belgrado ma nel '99 me ne stavo a pascolare a Trento ed ora me ne starò a pascolare qui. Solo, stiamo attenti alle storie che ci raccontano per farci addormentare. Ricordiamoci ora ed in futuro chi ha mentito e pensiamo a come ricompensarlo. Chiediamoci cosa possiamo fare, cerchiamo una soluzione perchè non ce la darà nessun altro. Oppure chiudiamo gli occhi e laviamoci le mani, sfregando con forza, finchè il sangue andrà via.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.