26/5
2004

Kill Bill vol. 1 e sottolineo uno

Ieri sera ho visto il film in oggetto... meglio tardi che mai, direte voi. Difficile arrivare senza pregiudizi di fronte ad un film del genere, considerando che tutti i miei amici adorano Tarantino mentre io sono stato uno dei pochi a trovare Pulp Fiction di una noia insopportabile - ed ho di conseguenza evitato le altre opere del regista; inoltre in molti mi hanno parlato di questo film negli ultimi mesi, bene o male, sottolineandone pregi e difetti e balle varie.
Poiché tuttavia il mio livello di equilibrio spirituale è assai più elevato di quello del volgo*, sono riuscito comunque a liberarmi dei pregiudizi e ad arrivare dinanzi al film con la serenità e l'obbiettività che da sempre mi contraddistinguono.
Non mi unirò alla folta schiera di chi vi può offrire una raffinata critica cinematografica di quest'opera (perché non ne sono capace: l'equilibrio spirituale si nutre di saggezza, non di conoscenza). Dirò solo: "mmm".

E da questo "mmm" voi potrete capire esattamente che il film era né più né meno ciò che mi aspettavo. E poiché, come detto poco innanzi, non mi aspettavo niente, aggiungerò che questo film mi è sembrato assolutamente una nullità o, al massimo, un preambolo al secondo volume. Sperando che questo non si riveli che una postilla al primo volume.

Poiché tuttavia sono costretto a riconoscere che non è affatto facile rappresentare il nulla in una forma esteticamente accettabile (da cui l'invenzione del wonderbra o del calzino nelle mutande), devo dire che il film in sé non mi è neppure dispiaciuto.

A parte un dettaglio: io odio il giallo.

* Sì, anche del tuo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.