24/11
2004

Appunti per un’interpretazione cosmologica delle mele caramellate

Il segreto per rendere deliziose le mele caramellate, mi dicono, è di mostrarsi generosi nell’accarezzarle con il burro e nel cospargerle di zucchero di canna. Il segreto per rimanere serenamente immobile mentre l’arcano numero dieci dei tarocchi continua a girarmi vorticosamente sotto i piedi, devo ancora scoprirlo. Basta un attimo di distrazione e perdo l’equilibrio, vengo trascinato a terra, le ossa mi si spezzano tra i raggi, la schiena ed il viso vengono frustati dalle cinghie e ancora una volta mi trovo a sanguinare, mentre il mozzo ruota indifferente su se stesso, rigorosamente in senso orario. La mia vita è un costante succedersi di attimi di distrazione. Prima o poi, dopo che il cerchione di ferro si è già scavato un solco profondo tra le mie ferite, riesco ad allungare una mano e mi afferro, il giro prosegue e mi ritrovo proiettato in alto, i polmoni si riempiono di aria fresca mentre sangue e fango si asciugano disegnandomi arabeschi sul corpo scorticato. Cicatrici vecchie e nuove si incrociano e si confondono, la pelle diventa levigata e rosa come quella di un neonato.
Interrogarsi su quali siano le forze che mi fanno inciampare e rialzare potrebbe essere un buon modo per passare il tempo, ma come sempre lo rimando alla prossima volta che rotolerò giù ed avrò la bocca piena di terra e sassi. Finché ci riesco, preferisco restarmene qui sopra a far asciugare i ricordi e cercare l’equilibrio del giocoliere, chissà che non lo trovi addentando mele caramellate.
Quale sia il segreto, davvero non lo so, ma tra tutte le cose che ci sono al mondo non sarebbe male se consistesse proprio nella morbidezza del burro e nella dolcezza dello zucchero di canna.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.