26/11
2004

Analisi logica

Ragioniamoci con freddezza ed opportunismo, come ci insegnano loro. Per un tizio nella mia condizione sociale, famigliare ed economica (tendente allo zero sotto tutti e tre gli aspetti, verrebbe da dire) questa manovra finanziaria presenta dei vantaggi?
No.

Mi vogliono aumentare il prezzo delle sigarette per permettere al mio capo di pippare più cocaina assieme agli amici piduisti sul tavolino di cristallo del salotto buono di ville in cui si danno tutte le sere party sofisticati pieni di ragazze seminude e ninfomani che non parlano italiano e profumano di peccato. Dico, se io fossi il mio capo ci andrei.
Ma siccome non sono il mio capo, presto non avrò più neanche i soldi per le cartine (figuriamoci per il fumo), quando mi presenterò alle feste a casa di amici tutti mi eviteranno per non farsi scroccare un tiro per cui io deluso da tale ingiustizia non avrò più lo smalto necessario a sedurre le diciassetteni alcolizzate che peraltro fingeranno di non conoscermi e quando il giorno dopo andrò a trovare i miei genitori questi fingeranno di non essere in casa per paura che chieda loro un prestito.

Allora tanto vale che mi incazzi subito.
Posto che già stavo incazzato prima.

Il Lestofante continua a sognare due aliquote: una per sé ed una per gli altri. Metà del paese continua a sognare che arrivino gli alieni per riportarlo a casa, ma l’astronave precipiti durante il decollo. E’ riuscito a trovare in settimana sei miliardi e mezzo di euro, la cosa scandalosa è che non ha neppure offerto da bere: perché se io trovo dieci euro offro almeno da bere agli amici, ne trovassi sei miliardi e mezzo magari li porterei pure in pizzeria. Lui niente. Notevole. Immagino che per trovarli abbia rivoltato i cuscini del divano, sono sempre lì che vanno a finire gli spiccioli.
Non è che io coltivi dei dubbi su dove abbia recuperato i soldi, eh. Probabilmente ha soltanto venduto il Molise.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.