1/10
2004

Ce n’est qu’un débout

Le firme sono state raccolte. Ora niente giochetti, s’ha da fare un referendum e lo si deve vincere, perché questa legge sulla procreazione assistita è oscena, restrittiva, retrograda, ipocrita e classista.

Non siamo chiamati ad una sacra battaglia, ad una crociata contro le forze del male. Non siamo chiamati ad immolarci in nome dei nostri valori, è finita quell’epoca (ma i valori rimangono). Tantomeno siamo chiamati solo ad infastidire questo governo di oscurantisti, moralisti e farabutti. Siamo chiamati a difendere, anzi, a reclamare un nostro diritto. E’una necessità oggettiva, dobbiamo pretendere che i nostri diritti civili si espandano anziché contrarsi. Non solo per principio, ma perché è della nostra fottuta vita che si parla, perché è uno strumento di cui potrei aver bisogno io, mia sorella, mio nipote. Non si sta parlando del sesso degli angeli, si sta parlando di qualcosa che tocca molto da vicino il nostro sistema nervoso, di figli e del diritto ad averli, di salute e del diritto ad averla, di libertà e del diritto ad averla. La scienza può far paura, sicuramente non è autosufficiente, ma quando si parla di vita o di morte o di malattia preferisco affidarmi alla scienza che inginocchiarmi a pregare.

Non è il momento di stare zitti, anche se cercheranno di zittirci. Non possiamo permetterci di perdere per viltà, pigrizia o pudore, anche se avremo al fianco alleati improbabili e discutibili, anche se i prelati ed i loro scherani ci soffocheranno con l’incenso e le menzogne ed i sensi di colpa, anche se gli oscurantisti ed i moralisti ci bolleranno come mostri e ci copriranno di insulti. Alla fine è tutta una questione di carne e sangue, la nostra carne imperfetta ed il nostro maledetto sangue, sui quali nessuno si può arrogare il diritto di avanzare pretese.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.