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6/10
2004

I contatti umani procurano virus

Sapete, quando vi dicono:
"Eh, ma internet...
...conosci qualcuno a centinaia di chilometri di distanza e poi non sai come si chiama il tuo vicino di casa. E’ triste. Bisognerebbe riscoprire rapporti più umani."

Balle.
Molto romantiche, ma pur sempre balle.

Sono stato per più di un anno in corrispondenza con una ragazza giapponese, via e-mail; alla fine mi sono rotto un po’ le palle di sentirmi descrivere centri commerciali e zoo canini, ma riconosco che si è trattato di un rapporto molto sano, nel senso letterale del termine.

Venerdì ho avuto la cattiva idea di fermarmi sotto casa a fumare una sigaretta e scambiare quattro chiacchiere con l’inquilino del piano di sotto. In tre mesi ero venuto a conoscenza solo del suo nome: l’avevo letto sulla cassetta per le lettere. Ho così scoperto che le sue misteriose sparizioni periodiche sono dovute al lavoro, che lo spinge ad installare o collaudare macchinari elettrici in giro per il mondo. Etiopia, Pakistan, Cina, posti così. Molto affascinante. Naturalmente potrebbe effettivamente fare il trafficante di droga o il contrabbandiere d’armi, per quello che ne so io in realtà: il fatto che me l’abbia raccontato di persona non mi tutela assolutamente dalla capacità umana di mentire. Non è che se uno fa il trafficante di droga ti stringe la mano e ti dice:

"Piacere, sono Gianmaria. Il mese scorso ho comprato venti chili di eroina in Etiopia, la prossima settimana vado in Pakistan a farla raffinare e per natale la vendo a Pechino."

No, assai più probabile che ti dica:

"Piacere, sono Pierpaolo Lorenzo. Il mese scorso ho installato macchine elettriche in Etiopia, la prossima settimana devo andare in Pakistan per lavoro mentre a natale forse sarò in Cina."

Siamo franchi: il contatto visivo non ti comunica nient’altro che età e sesso apparenti dell’intervistato, il resto sono solo fastidi. Quali fastidi, chiederanno i romantici. Per esempio, poco prima di fumare la sigaretta sotto casa con il mio vicino avevo fatto la doccia; sono tre giorni che sto poco bene, ho il raffreddore e sintomi di influenza.
Questo per aver voluto socializzare con una persona di cui continuo a non sapere nulla e di cui fin da prima mi interessava assai poco.
Aspirine.
Vitamine.
Thé caldo.
Persino l’odiato latte caldo.
Le mie dita zoppiccano sui tasti, la vista è annebbiata, il naso mi duole, sono costretto a rimanere chiuso in casa la sera e tutto solo per aver stabilito un minimo contatto umano con un potenziale contrabbandiere d’armi.

Mi avesse almeno baciato, quello stupido.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.