2/2
2005

Quando la gente non ha nulla da fare

Ieri sera, chiuso a Villa Gelida con poco da fare e ancora meno voglia per farlo, mi dedico ad una di quelle allegre attività che di solito la gente fa appena prima di infilarsi un cannone in gola e premere il grilletto. Ovvero: sfoglio gli album di fotografie di quando ero pupo (come potete constatare, il fatto di non avere armi da fuoco in casa mi permette di essere qui a raccontarvelo).

Dopo intensi minuti dedicati a questa impresa sfibrante, sono giunto alle seguenti conclusioni:

1) Da piccolo ero bellissimo* e biondissimo e soprattutto i capelli si lasciavano pettinare, sospetto che mi abbiano scambiato con un altro bambino quando avevo circa dodici anni.

2) Il mio primo paio di occhiali era un insulto a tutto quanto c’è di buono e bello al mondo, assolvo tutti i compagni di classe che mi picchiavano perché a pensarci bene avrei dovuto picchiarmi da solo per averli scelti.

3) Indossavo un sacco di quelle magliette con il colletto ed i bottoni... terribile, terribile, ecco un altro ottimo motivo per picchiarmi, ed io che pensavo di essere un perseguitato.

4) Mi vestivo malissimo. mm, prima di scoprire il grunge, intendo.

5) Alle mie feste di compleanno bevevo vino. Dai tre (3) (III) anni in poi.

6) Ero quasi sempre incazzato.

In sintesi, in tutti questi lunghi anni di sofferente esistenza sul pianeta ci ho rimesso in capelli e ci ho guadagnato in occhiali e maglietta. Tutto il resto è sostanzialmente rimasto invariato. La gente non mi picchia più (e questo dimostra che mi picchiavano per gli occhiali e la polo, non perché fossi un rompicazzo come viene più spontaneo credere) però non c’ho più la fidanzata (la quale sostanzialmente mi amava per i miei capelli biondi**).

[mumble, mumble]

Tutto questo dovrebbe probabilmente spingermi a profonde riflessioni sul senso della vita, non scevre da implicazioni filosofiche. Tuttavia credo che andrò invece a fumare un’altra sigaretta***.



* Credetemi sulla parola perché tanto le foto non le pubblico. Con i tempi che corrono, non vorrei mai vedere il mio visino innocente spuntare tra le pagine porno dei siti per pervertiti che frequento.

** Dico quella di quando avevo nove anni, appunto. Gli anni ottanta per noi bambini biondi di periferia sono stati una lunga orgia di sesso, droga e rock’n roll che probabilmente per gli altri è proseguita anche in seguito.

*** Non ci sono foto di me infante con la sigaretta in bocca, almeno. Questo perché quando andavamo a fumare non ci facevamo foto per ovvie ragioni, però ricordo che fumavamo assai studiando per gli esami di quinta elementare. Giuro. Ma mica sigarette, di solito quelli che dalle mie parti si chiamano "visoni" e non so come si traduca in lingua.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.