22/2
2005

A.V.A.: Associazione Vecchi Atarassici

Ci sono ancora cose che ispirano curiosità, a noi vecchi ormai atarassici e distaccati dalla follia del mondo. Non proprio curiosità curiosità, direi piuttosto
ah. curioso.
e nulla più, altrimenti non saremmo atarassici ma solo annoiati. Non che la distinzione ci interessi (altrimenti ancora una volta non saremmo atarassici).
Curioso, quindi, come i cumuli di neve che si staccano improvvisamente dai rami del grosso pino fuori dalla finestra mi facciano desiderare che sotto ci passi un calderoli qualsiasi. Curioso, perché non c’è alcun collegamento tra il fenomeno fisico e quell’altro fenomeno. Curioso come pensare a calderoli mi faccia salire alle labbra l’esclamazione "via questi papi polacchi che portano via il lavoro ai papi italiani". Curioso come io non sia tra quelli in fremente attesa del nuovo libro del malconcio polacco.
ah.
Curioso come io senta odore di mare quando esco a fumare una sigaretta. Curioso come mi renda poi conto che è solo effetto del sale gettato a secchiate sulla neve. Curioso, come io riesca puntualmente a dimenticare di mettere fuori la monnezza, pagare le bollette, fare la spesa. Curioso come io riesca a ricordare nel dettaglio cose, persone, che non vedo da troppo tempo ed a provare improvvise dolorose fitte di nostalgia. Curioso quanto schifo facciano le marlborolait rispetto alle barclay. Curioso anche svegliarsi chiedendosi se i resistenti iracheni somiglino più ai partigiani o ai repubblichini, con buona pace di chi invece non se lo chiede.
Oh, beh. Una volta stupitomi per questi eventi, poi sono capace di passare ore sul divano a fissare il soffitto della mia cucina chiedendomi se valga la pena alzarsi per lavare i piatti, oppure sia meglio fumare un’altra sigaretta. In genere, vince la sigaretta.
Curioso infine come riemerga dal nero abisso della mia memoria questo ricordo che credevo sepolto per sempre:

[Scena: tre gentiluomini di altri tempi passeggiano amabilmente sotto i portici di una non troppo nota cittadina del nordest sulla cui piazza si gioca a scacchi negli anni pari. Uno sembra il cugino povero di binladen, un altro mi viene troppo da ridere a descriverlo, il terzo è il vostro amabile maître à penser.]

[Dando per scontato che il vostro amabile maître à penser sia io, altrimenti che scuse avete per essere arrivati a leggere fin qui?]

T.D.R.A.D.: Ma chi è questa tipa?
C.P.D.B.: E’ una che ad A.M.A.P. piace molto.
A.M.A.P.: Veramente, questo lo dici tu. Cristo, ha... 16, 17 anni.
T.D.R.A.D.: Beh, dieci anni meno di te, non è male.
A.M.A.P.: Undici.
T.D.R.A.D.: Cazzo. Ma allora tu ne hai... Non è possibile, dai... ventotto... non può essere... eppure... Cazzo, sei fottuto. Ti pensi, C.P.D.B.? E’ un vecchio. E ddio, noi abbiamo solo tre anni di meno. Anche noi siamo quasi fottuti, certo non proprio come lui, ma ci saremo presto. Tremendo. Cazzo. Che tristezza.

[A.M.A.P. sorride con distaccata serenità e memorizza questo dialogo per farlo incidere sulla lapide di T.D.R.A.P. entro la fine del mese.]

A ben pensarci, tutto ciò è avvenuto sabato scorso. Sapete, noi vecchi...

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.