21/2
2005

Sono uscito di casa e ci tengo a farlo sapere

Venerdì sera, fiducioso mi reco all’inaugurazione della stagione 2005 del Cinecoso Alternativo (tm). All’evento partecipa un numero spropositato di persone (ma si attendono i dati della questura). Ciononostante mi viene il dubbio che qualcosa non abbia funzionato nella collaudata macchina organizzativa di Nello, dato che ci sono solo quattro (4) pulzelle, di cui almeno una sicuramente maggiorenne. In effetti, a giudicare dalla composizione del pubblico ci si sarebbe ben potuto aspettare la proiezione di una finale di coppa o di un filmino di moana. Invece no, come annunciato ci siamo sollazzati con...

Battle Royale

(boato del pubblico)

Questo filmone, giustamente divenuto oggetto di culto in tutto il mondo, parla di...
insomma...
in pratica... c’è una classe di studenti giapponesi che viene rapita e posta su un’isola da cui non può fuggire, a ciascuno studente viene data un’arma e l’ordine di ammazzarsi a vicenda, e così fanno.
Chiaramente questo stringato riassunto non permette di apprezzare tutta l’intricata vicenda, i risvolti umani e morali, le sfaccettature psicologiche e tutti gli altri appassionanti aspetti dell’opera che ci hanno tenuto in piedi a discutere animatamente fino alle cinque del mattino. E’ pur vero che dopo cinque minuti tutti parlavano d’altro tranne Nello e Pierbulus.

Non paghi di esserci dati alla cultura per tutta la serata e gran parte della notte, Sabato viene proposto di recarci a visitare una mostra di arte contemporanea dalle parti di Bassano del Grappa (detta anche l’Atene dei poveri). Gonfio di entusiasmo vado a prendere l’amico Pierbulus, che stordito dal film alle tre e mezzo del pomeriggio stava ancora sotto le coperte, mezzo vestito e mezzo in pigiama com’è nel suo elegante caratteristico stile. Nel mentre che ci facciamo un caffè veniamo raggiunti anche dal prode Nello, a sua volta smanioso di essere illuminato dall’Arte.
Sorge un problema.
Il destino beffardo vuole che il cane di Bulus si fosse il giorno prima rotolato su non meglio precisate evacuazioni corporali altrui e sia stato di conseguenza portato al canelavaggio, dove attende fiducioso di essere recuperato. La nostra sete di conoscenza viene così tradita, il tempo che perdiamo per andare a prendere questo maledetto botolo coprofilo ci rende impossibile raggiungere l’amena cittadina prima della chiusura della mostra. Ci disperiamo un pochettino e decidiamo di ripiegare sulla ridente Marostica, così chiamata per via delle famose ciliegie. Passeggiamo per la suggestiva piazza discutendo di storia locale come gentiluomini di altri tempi, esortati da Pier intraprendiamo coraggiosi la salita verso le romantiche mura, dopo cinque minuti veniamo fermati dallo stesso PierBulus che piagnucolando ci supplica di tornare giù perché è stanco... supplica alla quale io e Nello generosamente ci pieghiamo, sapendo che il bambino è cagionevole di salute. Ci fermiamo quindi a bere qualcosa e torniamo verso il triste borgo natio, compiendo un lungo giro panoramico per la provincia, dato che lo stesso Bulus si era lamentato di conoscere così poco delle terre che circondano il borgo*. Io ancora una volta lo accontento (sabato è stato meglio di natale, per l’amico Bulus) scarrozzandoli attraverso la pianura, la collina, contrade sconosciute, un paio di volte sopra un misterioso ponte e direi pure qualche montagna... ehm, tutto questo fino a quando sono riuscito a ritrovare la strada di casa.
Ieri, esausto da tanta attività psicofisica, ho passato la giornata ad irradiare di energia negativa il computer domestico per formattarlo uccidendo tutte le creature maligne che vi si erano insediate. Sono uscito solo a prendere le sigarette ed una tazza di cioccolato caldo alla cannella (e se pensate che uscire di casa sotto la neve per prendere una tazza di cioccolato caldo con cannella sia un chiaro indicatore di omosessualità latente, il problema è vostro, non mio**), ad eccezione del solito pasto domenicale scroccato in giro.


* Questa è la versione che passerà alla storia, che non si dica in giro che mi sono perso mentre ero alla guida.
** Anche perché io volevo il cioccolato caldo all’arancia, ma era finito.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.