26/1
2005

Cultura bellica

Che differenza c’è tra gli eserciti regolari che combattono un’irregolare guerra in medio oriente ed i guerriglieri che con scopi diversi li combattono? Che differenza c’è tra i mercenari assoldati dagli uni o dagli altri negli stessi paesi? Che differenza c’è tra le squadre speciali bene armate e prive di scrupoli e le bande di sanguinari decapitatori? Tra le bombe e le autobombe e gli uomini bomba?

Non chiedetelo ai cadaveri esplosi, mitragliati, morti di sfortuna. Meglio, non chiedetevelo proprio ed accettate l’assunto che da sempre sta alla base di ogni cultura umana: noi siamo i buoni e combattiamo contro i cattivi. Lo dicevano i nazisti e lo dicevano gli alleati, i comunisti e i fascisti, gli indiani e i cowboys. A metterlo in dubbio, addirittura con una sentenza in tribunale, rischiereste come minimo di andare contro il comune sentire della gente, che non è una colpa da poco.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.