21/1
2005

Nucleare?

[Sto di nuovo somatizzando l’universo. I fiocchi immacolati di neve caduti tre giorni si sono trasformati in lastre di ghiaccio lucide e scivolose o cumuli duri e sporchi ai bordi delle strade, il parallelo con il mio umore non potrebbe essere più evidente.]

Ha ragione il Lestofante Capo, riapriamo il dibattito sul nucleare. Sono passati quasi vent’anni dal referendum, non provo nessun particolare senso di sacrilegio se qualcuno propone di ricominciare a discuterne seriamente.
Non che io sia particolarmente preparato sull’argomento, del resto... per il momento mi devo limitare a qualche osservazione superficiale. Le due motivazioni che si sentono più spesso in favore del ritorno al nucleare sono:

L’energia in italia costa troppo perché la importiamo dalle centrali nucleari straniere.
Ok. Supponiamo sia vero. Non si è mai attuato un programma serio per l’impiego di fonti di energia alternative, non ne abbiamo di tradizionali, siamo costretti ad importare corrente dall’estero con tutti i costi che questo comporta. C’è anche da dire che la nostra rete di distribuzione dell’energia fa schifo, se dopo il blackout dell’altr’anno mezzo paese ha riavuto la corrente dopo tre ore mentre alcune regioni hanno dovuto aspettare un paio di giorni. Ho anche seri dubbi che calerebbe mai quanto c’è da pagare in bolletta ed il presentimento assai solido che con qualche scusa o qualche tassa in più ci fregherebbero di sicuro.

Siamo circondati da centrali nucleari appena oltre il confine, quindi non godiamo dei benefici del nucleare ma nel caso succeda un incidente ne subiremmo ugualmente le conseguenze.
Claro. C’è un che di infantile in questo ragionamento che è difficile da smontare, ma la risposta "Allora costruiamo le centrali anche noi" non mi sembra così scontata. Giorgi Dabliu ad esempio direbbe: "Bombardiamo la Francia" e sarebbe altrettanto logico. Poi mi chiedo se uno preferirebbe vivere a 5 o cinquecento chilometri da un incidente nucleare, e credo faccia un po’ di differenza (non molta forse, ma potendo scegliere...)

A questo proposito, discutiamo anche di dove fare queste centrali, iniziamo a parlarne subito. Non si riesce a trovare un posto dove costruire i termovalorizzatori, sarebbe interessante scoprire chi va a dormire con una centrale nucleare fuori dalla finestra. Magari non è troppo presto anche per discutere di dove butteremmo le fastidiose scorie: non basta rispondere con superficialità "In qualche paese del Terzo Mondo", bisogna anche trovarne uno che non abbia particolari flussi di immigrazione verso l’italia, o ci troveremmo tra qualche anno una generazione di clandestini radioattivi a minacciare la salute pubblica.

Discutiamone, però. Non basta fare la faccia scandalizzata ed appellarsi ad una volontà popolare espressa molto tempo fa, in una situazione emotiva fortemente influenzata da Chernobyl. Non basta arroccarsi dietro le posizioni acquisite e sperare che la gente non abbia cambiato idea nel frattempo. Non basta perché questi ci fregano un’altra volta.

[Il Lestofante scherza anche sulla possibilità di far promettere in ginocchio ai propri sgherri di seguire i principi di Amore & Libertà. Non mi sembrerebbe più così disgustosa l’idea di un esercito di Ken e Barbie inviati a battere il paese casa per casa, se davvero venissero a propormi il Libero Amore.]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.