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2005

Andare avanti

Ci vieni sabato al concerto dei Folka? No, la mia ragazza è incinta, non posso uscire. Come? Massì, l’Ale. E’ all’ottavo mese. Ah, e si sa già chi è stato? Lascia perdere, meglio che non lo venga a sapere. Intanto penso ad una mano fredda una mano calda una mano fredda una foto sul muro una foto sul divano una foto chissà dove si è persa. Guarda, il mio amico si è seduto con quelle là. E chi sono? Quella è la più troia del mondo. Chi, quella? No, non quella con il maglione bianco, che pure... quell’altra. Beh, la più troia del mondo è orribile, peccato. Davvero è orribile? A me non pare. Voglio dire, ha una faccia normale. Appunto, siamo nel 2005. Avere una faccia normale è peggio di una cicatrice. Ed alzarsi distendersi alzarsi controllare la posta accendere una sigaretta bere un bicchiere d’acqua stendersi alzarsi guardare se nevica tossire. La monnezza, la camorra, quei napoletani del... Scusami, prima che tu prosegua, vorrei farti notare che a me Napoli piace. E che ho un coltello in mano. Stavi dicendo? No, no, niente... Ma davvero, non ti volevo interrompere. Prosegui pure. No, non stavo dicendo niente. Ah, ok, m’era parso. Crederci ricordare avere paura mentire sentire lo stomaco come una pallina da golf incandescente aspettare pensare scrivere il sogno del tuo funerale. E se il tuo ragazzo ti beccasse a letto con un altro, che farebbe? Penso che ammazzerebbe prima lui e poi me. Prima lui, perché da me vorrebbe sapere almeno perché l’ho fatto. Io ucciderei prima lei. Anzi, solo lei. A lui offrirei una birra, per solidarietà. In fondo, avrebbe appena perso una donna. E sentire in gola quella frase che non puoi dire che non vuoi dire che non hai nessuno a cui dire che nessuno vuole ascoltare e dire mille altre parole e fare mille altre cose e tutto quello che dici tutto quello che fai lo fai perché devi ma quell’unica frase che non dici ti fa sentire muto e strozzato ma non fa differenza alcuna per alcuno ed in fondo neanche per te. Vuoi del calzini per tua moglie? Grazie, non ho nessuna moglie. Per i tuoi figli? Non ho figli. Per te, allora. Grazie, ce li ho già.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.