22/3
2005

Lunedì nella Città Galleggiante

Un giorno PierBulus sarà un regista teatrale di successo ed io, suo amico da sempre, potrò scriverne la biografia non autorizzata rivelando alcuni dei momenti più turpi della sua vita, o almeno ricattarlo un po’ con la minaccia di farlo. Nel frattempo, vi offro un capitolo in anteprima: il racconto della sua festa di laurea.

Ambientazione: la Città Galleggiante.
Epoca: ieri.
Personaggi: tutti.

patibolo Per aggirare lo sciopero dei treni che tiene il Triste Borgo Natio isolato dal resto del mondo, verso mezzogiorno di ieri una combriccola di loschi figuri si riunisce in Piazza Bao e da lì si avvia in direzione Vincenza; dal capoluogo, infatti, parte l’unico e solo treno che ci renda possibile raggiungere la Città Galleggiante, sede della discussione e dell’annunciata festa. Arrivati nei pressi della stazione ferroviaria, tuttavia, ci troviamo a dover affrontare un piccolo inconveniente: dove lasciare incustodita e sola la povera automobilina che generosamente ci ha accompagnato sin qui? All’unanimità viene optato per un parcheggio incustodito e gratuito, senza lasciarci spaventare dal caratteristico cartello rotondo a sfondo blu barrato di rosso e dalla curiosa scritta "moto" sull’asfalto. Ce la ridiamo, noi! Che stiamo andando alla festa di laurea di PierBulus*. All’unico sportello aperto della biglietteria la fila è immensa, perché la gente chiede informazioni sui treni soppressi e sugli orari invece di chiamare lo stramaledetto numero verde. Eh, ma si sa che spesso una bella conversazione faccia a faccia risolve molte più cose, sai mai se convinci il bigliettaio a guidare lui il treno... tortura1Fatto sta che arrivare allo sportello per noi è impossibile, così come alle biglietterie automatiche; prendiamo dei biglietti a fascia chilometrica e buonanotte, anche se il treno sarebbe stato un intercity. Il capotreno vista la situazione si mostra clemente, risparmiandoci supplementi e multe varie. Siamo sprezzanti della legge, noi che stiamo andando alla festa di laurea di PierBulus!

tortura2Ad attenderci alla stazione troviamo Reggae e Cashté, con i quali ci avviamo verso la dimora dove siamo destinati ad alloggiare. Siamo già una bella comitiva, io, PornoRambo e Gent. Sig.Ra., Nello, Vlad, Fu, il fratello di Fu, Pado, ’Rmanzo, gli amici di ’Rmanzo (che cito collettivamente perché sono bambini e non hanno diritto ad una citazione singola, a parte Don Cicciù che mi è simpatico). Appoggiamo i bagagli e ci dirigiamo verso il noto locale Capo Horn; alla gita si aggiungono naturalmente Gimmi e AMG, locatari dell’appartamento e coinquilini di Bulus, accompagnati dalle rispettive dame. tortura3La Città Galleggiante comincia a dare segni di scricchiolamento al nostro passaggio. A questo punto ci sarebbe la scena di me, Porno e Stefania che ci perdiamo per le calli mentre gli altri proseguono spediti, ma non è poi così importante (né realistico: siamo in mille incamminati verso lo stesso posto, come potremmo perderci? Eppure...)

tortura4Al Capo Horn, bevuto a stomaco vuoto lo spritz del buongiorno, ci ricordiamo di questa faccenda della laurea di Bulus e ci dirigiamo finalmente verso la sede di discussione della tesi. Trattandosi del T.A.R.S. e quindi di una cosa un po’ alla buona, le tesi vengono discusse all’interno di un cantiere edile e la commissione è composta dal relatore, due muratori ed un imbianchino. In questo luogo ameno veniamo raggiunti da molti altri amici di PierBulus, vicini di casa, amanti tradite, debitori e figli illegittimi; tortura5il nostro si presenta con più tifosi dell’hellas verona di fronte alla schiera degli esaminatori e questi, intimoriti, decidono di liquidarlo in fretta con un centoddieciellode e buona lì, dopo una discussione che pare una chiacchierata al bar tra amici. Risolta questa formalità, possiamo trascinare fuori il malcapitato e sfogare su di lui anni ed anni di rancore, cancellando una riga alla volta dal nostro libro nero le voci che lo riguardano.

festa1Il neolaureato viene prima di tutto fatto spogliare e sottoposto a pubblico dileggio; si procede poi a fargli infilare un’elegante calzamaglia ed una maglietta con scritte offensive. Lo si impacchetta per bene con del nastro adesivo, curandosi di bloccargli la circolazione in diverse parti del corpo tra cui quelle atte alla riproduzione. Gli si infila un’altra calzamaglia in testa, con vari oggetti umoristicamente appesi. Gli si fa indossare dei guanti di gomma ripieni di salsa rosa. Lo si unge con ketchup e senape. Lo si prende a calci e a manate sulla schiena. Gli si fa leggere l’umiliante papiro di laurea con tutto il complesso rituale del caso. Quando sembra che il peggio sia passato, lo si fa baciare da Nello. Il tutto di fronte allo sguardo compassionevole della madre, da lui invocata nei momenti peggiori. Questo succede quando si laurea un personaggio di un certo rilievo.

festa2Dopo avergli fatto tutto il male promesso, rimettiamo in sesto il Bulus e ci trasferiamo verso un locale dal nome troppo difficile da ricordare per mangiare qualche crostino e bere qualche bicchiere. Dal nulla compare anche la Principessa Bandolina, che non veniva avvistata da moltissimo tempo a causa dei suoi numerosi impegni mondani e dei suoi mille fidanzati immaginari, mentre alcuni invitati ci lasciano per tornare a casa prima del calar della notte. Come sempre, questa è la situazione in cui si vaga da un tavolo all’altro chiacchierando con tutti, si beve un bicchiere di vino rosso, si esce per una sigaretta, si beve un bicchiere di spritz cynar, si razzola tutto il commestibile vegetariano, si beve un bicchiere di vino bianco...**
festa3Tra i tavoli comincia a gironzolare il cane di Ghost in the Shell 2, o almeno così mi pare; Nello inizia a cantare in francese, procurando strazio alle nostre anime tormentate; Cashté con ingenuità lampante mette nelle mani di PierBulus il proprio cellulare la cui rubrica contiene il numero di telefono di tutte le persone più importanti della Terra, non sapendo che sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrebbe visto. Succedono cose.
In preda ad un inspiegabile attacco di altruismo, ad un certo punto della serata io ed alcuni cavalieri (e pure un paio di dame) ci allontaniamo dal fulcro della festa per occuparci di una povera Biancaneve vittima di un colpo di freddo***, ed a spese del suo principe azzurro ci facciamo anche un giretto in taxi per la Città Galleggiante accompagnandola a casa. Messa in salvo Biancaneve ed un po’ più sobri a causa del tempo trascorso e della gita in barca, ci mettiamo a cercare il resto dei festeggianti.

festa4 Sulla strada incrociamo PierBulus, del quale tutti si erano ormai dimenticati; sembra piuttosto ubriaco e si avvia barcollante verso casa sorretto da due prestanti fanciulle. Alziamo le spalle e proseguiamo. Ciò che resta dell’armata brancaleone si aggira per Campo Santa Margherita; le coppiette infrattate, i bambini che si stringono sotto un sacco a pelo per ripararsi dalla frescura notturna, altri misteriosamente scomparsi. Dopo aver mangiato e bevuto un’ultima cosa cominciamo a preoccuparci di dove e come dormiremo, essendo fisicamente impossibile starci tutti nell’appartamento di Bulus. Gimmi prende in mano la situazione e comincia a distribuire gli ospiti tra le varie case dei dintorni, mentre tutti noi lo lasciamo fare ammirandolo per le sue capacità organizzative strabilianti nonostante sonno e stanchezza****. Al termine di questa lunga giornata torniamo a casa, accompagnati per le calli dalle canzoni e dalla meravigliosa voce di Camille; siamo rimasti solo in quattordici, e con l’ingegno che ci caratterizza riusciamo a ricavare in ogni angolo dell’appartamento una nicchia per dormire (anzi, secondo me ce ne stavano anche altri due o tre, ma poi dove trovavamo la scusa per allontanare Nello?).laureato Questa mattina alle sei, dolce risveglio sul divano assediato da diciassettenni che russavano alacremente tutt’intorno a me, come tanti innocenti e puzzolenti angioletti ubriachi. PierBulus si sveglia grugnendo, lancia la bestemmia del mattino e si mette a chiedere soldi in prestito: a dimostrazione che una laurea non serve a niente, come si sapeva già.



* Questo comportamento è da considerarsi incivile, ma sul serio non c’erano posti liberi e noi rischiavamo di perdere il treno. Inoltre, non ci hanno dato la multa quindi lo rifarò alla prossima occasione.

** Contrariamente a quanto si dice in giro, i miscugli di alcolici non fanno male. Com’è noto il vino fa sangue, e bisogna occuparsi pertanto sia dei globuli rossi che dei globuli bianchi. Lo spritz cynar serve per le piastrine o altre componenti del sangue che non conosco.

*** I veneti non stanno mai male per aver bevuto troppo, al massimo durante l’atto del bere possono prendere dei colpi di freddo.

**** Ci ha liberati di Nello.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.