Sabato a Padova per riuscire" />

6/11
2006

Le mirabolanti avventure di Lusky a Padua

Chi sta sbavando sulla camicia dello zio?Sabato a Padova per riuscire ad andarmi a prendere un falafel ho dovuto interrompere il corteo dei naziskin. Il naziskin medio è una specie di scarafaggio nero, pelato e schifoso, ma un po’ più schifoso; la tizia del naziskin media sembra uscita dalla famiglia addams, ma senza tutto quel senso di calore umano che hanno i personaggi del telefilm. Incrociarli per strada ti dà lo stesso senso di benessere dello scoprire una ferita infetta. Sul tuo corpo. In sintesi, anche i naziskin hanno tutto il diritto di esprimere le loro opinioni del cazzo, ma andassero a farlo sul fondo di un vulcano in attività sarei senz’altro più contento. Ah, sì, poi naturalmente bisogna sforzarsi di capire le ragioni sociali del loro disagio.

A parte questi ratti schifosi, c’è da dire che a Padova c’è un negozio di scarpe gestito da Wong Kar-Wai, un Sushi bar, un kebabbaro dove fanno anche il burek, un ristorante giapponese con prezzi umani dove andrò la prossima volta ed un parco intitolato a Lina Merlin. Chiuso.

E poi quel postaccio dove si comprano mobili svedesi dove casualmente ho fatto un giro anche stavolta, pigliando giusto un altro paio di cosette per proseguire nell’arredamento di Nidodamor.

In certi giorni di Novembre potrebbe quasi sembrare una cittadina, uhm, decente. Poi cerchi parcheggio e l’impressione svanisce.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.