19/9
2007

In difesa del Grillo qualunquista e del suo esercito di scimmie spaziali (che dovrebbe essere mio)

[Questo post è così lungo che se devi andare in bagno é meglio se ci vai adesso]

In questi ultimi giorni, a meno che non viviate in una caverna sul fondo dell’oceano (difficile) o in un paese più civile del nostro (facile), avrete sentito parlare spesso di Beppe Grillo. Da quando ha scoperto Internette, infatti, l’ex-comico genovese ha infatti intrapreso una serie di iniziative finalizzate ad attirare l’attenzione su alcuni temi che gli stanno a cuore, come per esempio il risparmio energetico, i mezzi di comunicazione di massa, lo squallore del mondo politico, ecc. il tutto ovviamente accompagnato da fiumi di parole più o meno surrogate da fatti e prove concrete, ma comunque indignate, infuriate, accattivanti come nella tradizione della migliore demagogia occidentale. Poi metti che una volta Beppe Grillo era anche simpatico, metti che Grillo è uno che non le manda a dire e chi non le manda a dire generalmente passa per onesto e disinteressato, metti che in questo paese alla gente che urla diamo sempre ragione, fatto sta che il blog di Beppe Grillo è diventato uno dei più visitati al mondo, forse il primo in Italia o comunque giù di lì.

Bisogna concedere che questo successo non è del tutto immeritato: il ragazzo ha delle doti, spesso solleva malamente l’attenzione su problemi reali e molto importanti, non si lascia intimidire né dall’autorità né dalle regole della buona educazione (borghese). E poi, il populismo non lo si acquisisce per grazia divina, ma è un’arte che va coltivata con fatica.
Duemila commenti a post tuttavia darebbero probabilmente alla testa a chiunque, ed al comico imbolsito è successo esattamente quello che succede a me nelle rare occasioni in cui di commenti ad un post me ne trovo dieci: è stato sopraffatto dal delirio di onnipotenza, da quella piacevole megalomania che ti spinge a progettare città con il tuo nome con al centro un’enorme piazza circolare intitolata a te ed una tua statua in oro con una targhetta in platino sul piedistallo dov’é inciso in stampatello maiuscolo il tuo nome ed una popolazione che ti adora ed un esercito di scimmie spaziali pronte ad eseguire ogni tuo ordine. Il problema è che generalmente proprio quando sto cominciando a dare un nome a ciascuna delle scimmie spaziali, che non dovete intendere come quelle di Fight Club ma come vere e proprie scimmie vestite da pirata spaziale, mi cade il server e per quindici giorni non ricevo nessuna visita (se non quella solita dello psichiatra), poi ne ricevo una al giorno per i sei mesi seguenti, e via così. Il problema è che Beppe Grillo ha un server migliore del mio, e così è nata quella simpatica pazziata del V-Day*, ovvero un happening di massa per far notare al governo che "noi cittadini" siamo stufi di essere governati da una banda di ladri e furfanti (e quindi siamo a tanto così dal far tornare al governo Berluskaiser).
Finché si trattava solo di attirare centinaia di migliaia di persone a visitare un bloggo, Beppe Grillo è passato inosservato. Quando è riuscito ad attirare centinaia di migliaia di persone in piazza, Beppe Grillo si è guadagnato un posto fisso al telegiornale. Di conseguenza, Beppe Grillo ha alzato la posta: non intende fondare un partito, ma concederà a qualsiasi lista civica di portare il suo "bollino" previa autorizzazione. Concederà anche alla zecca di mettere la sua faccia sui biglietti da cinquanta euro ed al papa di chiamarlo "Capo". Ogni esponente politico, dall’assessore alla viabilità di Galvarate ad Ahmadinejad, ha espresso la propria opinione su Grillo, con commenti che andavano da "è la spia di un malessere**" a "bisognerebbe impiccarlo con gli intestini del suo animale da compagnia prediletto". E Beppe Grillo, di rimando, ha espresso la propria opinione su qualsiasi politico non gli dichiarasse amore incondizionato, con commenti che vanno da "valium-Prodi" a quel "puttaniere" di Berlusconi, da Mastella "ignorante" a Casini che "fa il Family Day perché ha due famiglie". Insomma, la sacrosanta verità, e per una volta pure suffrogata da abbondanza di prove.
Forse però Grillo si è spinto un po’ troppo in là. C’è un sacco di gente in Italia con il delirio di onnipotenza, ed il brutto del delirio di onnipotenza è che è incompatibile con i deliri di onnipotenza altrui: avere una propria statua in oro è bello solo se ce l’hai solo tu.

Dev’essere questo il motivo per cui oggi all’una del pomeriggio il direttore del tg2, Dr. Mauro Mazza, ha indicato in un editoriale Beppe Grillo come il possibile istigatore di violenze contro i politici. Ha paragonato il ciccione genovese ai "cattivi maestri" degli Anni di Piombo, ricordando come questi, additando al pubblico personaggi di varia natura, per esempio commissari, ne abbiano indirettamente provocato la morte, ancorché non li abbiano uccisi personalmente ma siano stati fonte d’ispirazione di qualche squilibrato. Cosa succederebbe, si è chiesto il Dr. Mazza in una passabile imitazione di Lucarelli, "se un mattino, un brutto mattino", dopo aver ascoltato le arringhe infuocate di Grillo, "qualcuno sparasse all’improvviso" contro uno dei nostri beneamati politici?
Non lo so, viene da rispondere d’istinto, ma certo sarebbe molto più strano se uno sparasse con cinque minuti di preavviso.
Così il Beppone, che probabilmente intendeva soltanto vendere qualche milione di libri in più e farsi nominare re d’Italia a furor di popolo, viene messo improvvisamente sul banco degli imputati con l’accusa preventiva di possibile istigazione all’omicidio politico ed al terrorismo. Mica roba da ridere. Tradotto in altri termini significa: finché ti limiti a parlare male di entità indistinte come la fame nel mondo, l’inquinamento o la telecom senza nessuna possibilità di incidere effettivamente sulla realtà, va bene, ti lasciamo fare, è il lavoro dei buffoni di corte. Se però fai troppo casino, troppa gente ti ascolta ed addirittura esce di casa per seguire le tue iniziative, sta’ attento, il gioco potrebbe farsi troppo grosso per te. Magari qualcuno fa fuori un vigile urbano a Gioia Tauro e dice che l’idea gli è venuta dopo aver visto un tuo spettacolo, e tu ti ritrovi condannato a vent’anni di carcere. Che te ne pare, Grillo? Se noi diciamo che sei pericoloso diventi automaticamente sospettato. Metterti contro la politica significa metterti contro lo Stato, l’establishment, la Società Occidentale e tutto quello che c’è di buono e giusto nel mondo. Inoltre, guarda che noi siamo quelli che si sono inventati la fottuta strategia della tensione, e tu vorresti mandarci a fare in culo così?

Insomma, si tratta del più ridicolo ed eclatante tentativo di intimidazione che sia mai stato messo in atto in questo paese di professionisti dell’intimidazione. Roba da casermetta di periferia. Solo che è andata in onda al tg2 delle 13.00.

Beppe Grillo naturalmente farà tesoro del consiglio di Mazza, ovvero si straccerà le vesti atteggiandosi a martire della società dell’informazione ed aumenterà ulteriormente il proprio capitale di euro e di potere mediatico. Questo non toglie nulla alla gravità del fatto, il tentativo di sventolare la minaccia dell’istigazione al terrorismo per zittire qualcuno che sta ottenendo troppi consensi nelle sue accuse populiste contro il Palazzo.
Anche le opinioni qualunquiste, come tutte le altre, hanno diritto di essere espresse ed eventualmente di raccogliere consensi; non si può continuare all’infinito con il vecchio giochetto del "o con lo Stato o con i terroristi", che impedisce qualsiasi dissenso o critica con la scusa che potrebbero "armare la mano di un folle". Se Beppe Grillo sta istigando qualcuno a delinquere, o sta organizzando la nuove BR, qualcuno lo arresti; fintanto che sta solo facendo prediche con un linguaggio colorito, ha non solo tutto il diritto di continuare a farle ma anche quello di non essere screditato con paragoni patetici in un goffo tentativo di metterlo a tacere o costringerlo a moderarsi nei suoi attacchi alla classe digerente. Sono così disgustato che arrivo persino ad esprimere la mia solidarietà a Beppe Grillo, anche se potrebbe sembrare che un semidio barbuto circondato da un esercito di scimmie spaziali ed odalische nude che sussurrano il suo nome non abbia bisogno di solidarietà.





* Delle tre iniziative di legge popolare promosse dal V-Day bisogna dire che la prima, quella che vieta l’elezione al parlamento alle persone condannate in via definitiva, pur sembrando simpatica e carina discrimina a mio avviso ingiustamente chiunque abbia commesso un reato magari anche di piccola entità, molti anni prima e senza alcun collegamento con l’attività parlamentare. Poi lo so che nel mondo reale i ragazzini che rubano un pezzo di fame per sfamare i fratellini difficilmente vent’anni dopo si candidano al parlamento, ma perché discriminarli?
La seconda iniziativa, quella di vietare (retroattivamente!) la presenza in parlamento per più di due legislature, è così smaccatamente demagogica che non la commento neanche. La terza, l’elezione diretta dei parlamentari da parte dei cittadini anziché dalle segreterie di partito, è l’unica ragionevole.

** In Italia, a partire più o meno dal 1861, c’è un malessere. Di questo malessere vengono individuate periodicamente diverse spie, che si succedono tra loro, senza peraltro che si arrivi mai ad una diagnosi né tanto meno ad una cura. Recentemente sono state "spie del malessere": la lega nord, forza italia, i no global, i centri sociali, i naziskin, nanni moretti, il bullismo a scuola, la disaffezione dal festival di sanremo e tangentopoli. Precedentemente, in ordine sparso: la mafia, la p2, il sessantotto, il settantasette, i paninari, il futurismo, il fascismo ed il brigantaggio.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.