"Maddai, c’era anche un mio amico, 101a aviotrasportata... Tu in che reparto eri? Marine, Aviazione?"
"...Guardia Repubblicana"

Domenica" />

20/2
2006

Tre recensioni in cerca di aria fresca

"Ho fatto la guerra del Golfo."
"Maddai, c’era anche un mio amico, 101a aviotrasportata... Tu in che reparto eri? Marine, Aviazione?"
"...Guardia Repubblicana"


Domenica mattina. Mi sveglio, mi giro e mi rigiro nel letto ancora un po’ e mi alzo. Guardo fuori, piove ancora. Mi faccio un caffè, sbuccio un’arancia e mangio uno joghurt. Guardo fuori, ha smesso di piovere. Mi siedo sul futon ikea a guardare un film che la fatina dei denti mi ha lasciato sotto il disco fisso. Esco a comprare le sigarette.

Merry LostAvevo sentito parlare bene di questo Lost, serie tv di gran successo negli stati uniti e prossimamente anche in italia. Mi sono visto i primi due episodi senza sapere niente della trama, del cast, niente di niente, solo vagamente curioso. Resto affascinato dai primi intensi minuti, mi stupisco nel vedere il buon Merry giocare a fare Kurt Cobain (il fratello scemo di) e mi complimento per l’ambientazione. Inizio sottovoce a chiedermi, però, come potrà una trama con dei presupposti così abusati a tenere vivo il mio interesse per più di mezz’ora. Stiamo pur sempre parlando di sconosciuti che rimangono intrappolati su un’isola deserta, cheppalle. E poi, l’urlo notturno. E poi, l’orso polare. E poi, Ora ti racconterò un segreto. E poi, non vedo l’ora di vedere il terzo episodio.

Esco a comprare le sigarette e mi sento strano, avverto la primavera nell’aria. Sensazione improbabile, considerando il cielo estremamente grigio e la temperatura appena un paio di gradi sopra lo zero, l’asfalto bagnato sotto le mie scarpe ed il paesaggio in tinte di marrone. Passeggio per il barrio e rimango colpito dalla strana luminosità dell’aria, mi pare di camminare per posti che non conosco affatto. E mi sento innamorato e felice e pieno di energia positiva.

Munich, invece, mi ha lasciato perplesso. Sono nato anni ed anni ed anni ed anni ed anni dopo i fatti di Monaco e tutto quello che so al riguardo è roba letta per interesse personale; diciamo che i fatti non li ricordavo benissimo. Ed è pur vero, come molti dicono, che i palestinesi vengono in generale rappresentati come più monocromatici rispetto agli israeliani, che i dialoghi a volte fanno venire l’amaro in bocca e che il film trabocca di cliché, però secondo me Spielberg se la cava abbastanza onestamente. E’ un film, com’è ovvio, non un documentario, ed esprime il punto di vista del regista; per quanto rigarda l’obbiettività mi sarei aspettato anche di peggio, considerando che Spielberg è ebreo e americano. Un difetto di questo film che non è stato abbastanza sottolineato è piuttosto l’insopportabile noia che suscita nello spettatore (o almeno, in me) durante alcune sequenze tanto da far desiderare che questi stronzi israeliani si sbrighino a far fuori gli stronzi palestinesi, così si può andare a casa a dormire. Aspetti positivi: si coglie, almeno, che dietro la violenza israeliana e quella palestinese si celano motivazioni simili, che la vendetta può dare soddisfazione per i primi cinque minuti ma dopo qualche cadavere viene a noia e che esistono ebrei biondi con gli occhi azzurri.

A ripensarci ora, probabilmente la strana sensazione di euforia, la buona vibra che mi hanno sostenuto Domenica avevano una spiegazione molto semplice e razionale: eccesso di ossigeno. Probabilmente due giorni di pioggia hanno ripulito un po’ l’aria dall’inquinamento che ci sovrasta perennemente e quest’aria pulita mi ha dato alla testa. Per questo mi sembrava che tutto luccicasse ed ero così rigonfio di entusiasta ottimismo. Iperossigenazione. Per riprendermi, dato che con le strade sdrucciolevoli il mio proposito di andare a pattinare non poteva realizzarsi, sono tornato al cinema anche nel pomeriggio.

Non mi aspettavo granché dal famoso Brokeback Mountain e non sono rimasto deluso. Ang Lee è un maestro nel trasmettere sentimenti attraverso panoramiche di paesaggi selvaggi e personaggi silenziosi, però è freddissimo, (mi) emoziona poco. Brokeback Mountain è, dall’inizio alla fine, una bella e tragica storia d’amore, che non commouove particolarmente. A me i film d’amore annoiano. Che altro posso dire? Belle le basettone dei protagonisti, tutto molto elegante e patinato, bla bla bla. La scena che mi ha colpito di più è stata la morte della pecora, all’inizio.

Sì, stanotte ho sognato che un cowboy palestinese ed un medico ebreo si amavano un’isola deserta dopo un incidente aereo. Iperossigenazione, dicevo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.