6/2
2006

Nessuno teme di offendere i collezionisti di francobolli

Se qualcuno avesse pubblicato delle vignette offensive nei confronti dei vegetariani, o dei collezionisti di francobolli, ed i collezionisti di francobolli si fossero mobilitati e fossero scesi in piazza a protestare, tutti gli altri si sarebbero messi a ridere e non avrebbero avuto dubbi nel difendere la libertà di satira. Se i collezionisti di francobolli avessero incendiato ambasciate e ucciso persone, tutti gli altri non avrebbero esitato a condannare l’evento e a nessuno sarebbe neppure passato per la testa di cercare una giustificazione.

Ciao sono il Gronchi Rosa"I Danesi devono morire perché hanno insultato il Gronchi Rosa!"
"Uhm, non hai tutti i torti."

Ma invece hanno offeso i musulmani, e non si sa bene che pesci pigliare. La religione gode di una specie di passaporto per la follia, se una persona religiosa dice qualcosa di totalmente assurdo o si comporta in modo folle, il fatto di avere una fede religiosa è già una mezza giustificazione. Dalle persone religiose ci si aspetta di tutto, e nessuno si scandalizza più di tanto perché molte persone si dichiarano religiose e tutte le religioni hanno una qualche inclinazione verso il delirio mistico. "OK, io rispetto la tua follia se tu rispetti la mia", si dicono tra loro, dandosi di gomito, i fedeli di ogni religione. I collezionisti di francobolli non godono di questo margine di accettazione sociale dello sclero: se chiamassi i giornali affermando di aver visto sanguinare il mio gronchi rosa, non mi metterebbero in prima pagina. Mi metterebbero al reparto psichiatrico.

(E se pensate che la religione goda di un trattamento speciale perché tocca corde più delicate dell’animo umano, provate ad andare da un collezionista di francobolli e chiedetegli di farvi toccare il suo gronchi rosa).

Io non dico che bisogni offendere i musulmani, o i collezionisti di francobolli. Dico che se qualcuno ti offende e tu ti lasci andare al delirio collettivo e criminale, quel qualcuno aveva ragione di offenderti (sì, se qualcuno ti accusa di essere un violento e tu, offeso, gli dai un pugno in faccia, ebbene quel qualcuno ha un dente in meno ed una ragione in più per chiamarti violento).

Nel 2000 qualcuno decise di organizzare un gay pride a Roma, qualcun altro obbiettò che tale manifestazione nella città del giubileo l’anno del giubileo avrebbe potuto offendere la sensibilità dei cattolici. Si scatenò la polemica su giornali e televisioni, alla fine il gay pride si svolse ed i cattolici furono costretti ad ingoiare il rospo. Molti, che fossero o meno coinvolti direttamente nella questione, espressero a quel tempo la propria opinione sulla faccenda. La mia opinione era: chi cazzo se ne frega della sensibilità dei cattolici, quando mai un cattolico si fa scrupoli ad offendere la mia sensibilità laica.

In Cina non c’è libertà d’opinione, e mi dispiace se qualche cinese si offende.
A Cuba non c’è libertà d’informazione, e mi dispiace se qualche filo-castrista si offende.
In molti paesi musulmani i diritti civili della popolazione sono severamente limitati (p.e. si ammazzano gli omosessuali), e mi dispiace se qualche musulmano si offende.
L’opinione del papa e dei membri del clero dovrebbe essere irrilevante per la mia vita privata, e non condizionarla di rimbalzo dopo essere stata trasformata in legge da qualche politico accondiscendente, e mi dispiace se qualche vescovo si offende.
Le religioni sono truffe organizzate finalizzate all’accumulo di beni materiali e soprattutto di potere, e mi dispiace se qualche fedele di qualsivoglia religione si offede.
In Italia vengono censurati siti internet che pubblicano fotomontaggi del papa, si sospendono programmi televisi che criticano il premier e si licenziano presentatori televisi più che validi perché sgraditi al governo, quindi neanche qui siamo messi benissimo come libertà d’opinione e di informazione. E mi dispiace se qualche italiano si offende.

Mi dispiace, ma se per scrupolo nei riguardi di queste persone censurassi quello che penso mancherei di rispetto a me stesso ed a ciò in cui credo. E lotterò perché tu possa esprimere la tua opinione anche se non sono d’accordo con te, ma allo stesso tempo lotterò per poter esprimere la mia opinione anche se tu non sei d’accordo. Non posso stare zitto per evitare che qualcuno, da qualche parte, si offenda. Se qualcuno ha da incazzarsi, si incazzi, ma mi lasci parlare.

Non si tratta di rispetto dell’opinione altrui. Non rispetto affatto le opinioni di tutti, rispetto il diritto di tutti ad esprimere la propria opinione del cazzo.

Sono persino contento che Feltri possa finalmente gongolarsi di essere stato "condannato a morte dall’islam", ma solo perché ci teneva tanto. Finalmente ha nuovo materiale per la masturbazione.

(E’ necessario specificare che anche feltrino ha diritto di pubblicare le proprie opinioni, e pure l’oriana, e pure il papa, anche se offendono la mia sensibilità?)

(E’ necessario specificare che non colleziono francobolli, e che del gronchi rosa so solo che è rosa e che è gronchi?)

(E’ necessario specificare che non so neppure bene quali siano questi biscotti danesi di cui parla da giorni?)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.