27/4
2006

Tutti gli italiani meno uno

L’arma dei carabinieri e l’esercito italiano non hanno la mia solidarietà. Non sono i "miei" carabinieri, non è il "mio" esercito, non stanno tutelando i "miei" interessi in Iraq, stanno esprimendo il sostegno dello stato italiano al terrorismo internazionale. Non mi fa piacere che dei carabinieri o dei militari muoiano, ma non hanno la mia solidarietà. Non ce l’hanno i kamikaze, non ce l’hanno gli americani e non ce l’hanno i picciotti della mafia. Mi dispiace che delle persone muoiano, ma non pretendete la mia solidarietà per tutti i morti. Non so cosa cercassero nella vita e laggiù, queste persone. Soldi, onore, emozioni, compiere il proprio presunto dovere nei confronti della cosiddetta terra patria, combattere, aiutare la popolazione civile, sconfiggere il terrorismo, rendere il mondo un posto più sicuro, dare il proprio contributo alla pacificazione? Non lo so, e non sapendolo non posso esprimere solidarietà. La solidarietà, cieca, di maniera, il cordoglio, le condoglianze non fanno per me. Sono partiti volontari per una guerra che ritengo ingiusta e non avrebbero dovuto essere lì, a difendere la nostra benzina e le nostre alleanze internazionali. La retorica sulla missione di pace, il profondo dolore, lo stringersi alle famiglie, l’Italia intera, il piano di ritiro e gli Alti Valori la lascio a chi ne ha fatto una professione. E’ scontata, com’è scontato che ci sia, ma questa solidarietà collettiva ed accordata in blocco, con pochi barlumi di lucidità critica, non comprende la mia. E’ da ipocriti piangere sui cadaveri caldi. Voi che avete difeso con parole vibranti l’embrione ed il feto, la croce e la finanziaria, richiamate i soldati a casa se davvero non volete che muoiano, non ci sono altri modi, non ce ne sono mai stati, ve l’ho detto dal giorno prima del primo giorno, continuerò a ripeterverlo perché sono vostro complice controvoglia, rabbiosamente, per nascita e versamento di tasse e di benzina, ma non piango i vostri caduti assieme a voi, non mi unisco alla calca che si affolla attorno a questi cadaveri come un branco di iene, mi dissocio dal vostro abbraccio.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.