11/1
2007

I signori della guerra di Mogadiscio

Non sono un esperto di Somalia, e non farò finta di esserlo diventato improvvisamente. Di Mogadiscio e di quello che ci sta attorno so più o meno quello che ne sanno tutti per averlo captato da giornali e telegiornali, per averlo leggiucchiato qua e là: che ha l’italiano tra le lingue nazionali, che c’era un dittatore che però è morto, che la fine della dittatura ha comportato gravi conflitti tribali, che né l’ONU né gli americani sono riusciti a fermare questi conflitti, anzi, si sono ritirati dopo aver preso un bel po’ di mazzate all’inizio degli anni Novanta, che per un decennio circa pareva che la Somalia fosse scomparsa dalle carte geografiche (a parte qualche deprecabile film), che quest’estate le corti islamiche hanno conquistato la capitale strappandola ai signori della guerra, hanno imposto la loro sharia della minghia fetusa ed hanno riportato con la forza un certo ordine, che in Dicembre il governo etiope con l’approvazione del governo somalo ha attaccato i territori controllati dalle corti islamiche ed ha conquistato Mogadiscio, che gli americani ora stanno bombardando le basi dei combattenti delle corti islamiche, sempre con l’approvazione del governo somalo, e nonostante la disapprovazione del resto del mondo.

Perché, nonostante quel nome alla World of Warcraft, le Corti Islamiche non sarebbero altro che l’ennesima incarnazione di Al-Qaeda, apparentemente di quella stessa cellula di Al-Qaeda che nell’Agosto del 1998 fece esplodere le ambasciate americane in Kenya e Tanzania uccidendo centinaia di persone innocenti. Attentati per vendicare i quali, tra l’altro, l’allora presidente Clinton bombardò una fabbrica di medicinali in Sudan, ma questo lo dico solo perché mi fa strano che un attentato sia vendicato due volte e tutte e due le volte bombardando alla cazzo paesi stranieri senza che nessuno faccia niente per impedirlo. Così sembra che io sia un simpatizzante di Al-Qaeda, vero? Che pur di andare contro agli americani io sia disposto anche a baciare la mano del più feroce e barbuto talebano?
Beh, no, francamente gli estremisti islamici e le loro leggi coraniche mi fanno orrore e non cambierei l’imperfetta democrazia borghese in cui vivo con un totalitarismo teocratico e fallocrate. Sarò anche gentile e mi risparmierò la tiritera sugli interessi italiani e americani sul corno d’africa, su chi tiri i fili del "diversamente democratico" governo etiope, su chi finanziasse i signori della guerra. Però, avete presente quei film in cui qualcuno che ha subito un torto decide di far fuori i criminali scampati alla giustizia vendicandosi da solo? Ecco, a me può anche andar bene se ha la maschera di zorro o la tutina di batman, ma già Charles Bronson mi sta sulle balle, figuriamoci se nel corso dell’operazione di pulizia etica finiscono ammazzati anche un centinaio di civili. Certo, chissà quanti innocenti avranno ucciso quei dieci-venti presunti terroristi che forse sono morti sotto le bombe nelle loro basi delle corti islamiche, chissà quanti innocenti avrebbero ucciso ancora se le bombe americane non li avessero livellati al suolo. Forse. Non è un dilemma da poco: meglio rischiare di lasciar vivere dei colpevoli, o uccidere degli innocenti? Le uniche alternative rimaste sembrano essere l’immobilismo della comunità internazionale, che affermando di cercare il dialogo con tutti riesce solo a fare l’interesse dei più forti, e la spietata risolutezza degli Stati Uniti, che stravavaccati dalla parte della ragione non esitano ad azioni e reazioni crudeli.

Meglio un governo somalo corrotto sotto il controllo americano che i talebani, la sharia e le basi terroristiche, ho letto in giro. Messa così, sticazzi, potrei essere d’accordo anch’io. Ma chi ha autorizzato gli americani ad andare a bombardare dove più ritengono necessario? La giustizia dov’è finita? Quando alle corti islamiche di Mogadiscio torneranno a sostituirsi i signori della guerra di Mogadiscio, avremo un’idea di quello che succederà quando alla prepotente minaccia di Al-Qaeda tornerà a sostituirsi la minaccia di una superpotenza sfuggita impunemente ad ogni capacità di controllo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.