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25/10
2006

Il delfino dorme al mattino

Recatosi a Philadelphia nell’Ottobre del 1912 per un convegno dedicato all’organizzazione scientifica del lavoro recentemente formalizzata da Frederick W. Taylor nel suo noto articolo "The Principles of Scientific Management", il professor Jai L. Maloroso ebbe a concludere il proprio intervento con le seguenti osservazioni:

"Non esiste in natura una specie che si svegli tutte le mattine alla stessa ora, che vada al lavoro, si dedichi a tale attività per tutto il corso della giornata e ritorni nella propria tana tutte le sere di nuovo precisamente alla stessa ora. Tutte le specie animali e vegetali alterano il proprio ritmo biologico seguendo il clima, il tempo meteorologico ed il ciclo delle stagioni; nel corso dell’anno la maggior parte di esse riducono la propria attività con l’approssimarsi della stagione fredda, giungendo talvolta a passare i mesi più rigidi in letargo a ronfare coperti di paglia sul fondo di qualche grotta. Gli animali in grado di farlo fuggono al sud e lì attendono che la natura torni ad essere ospitale.
Il mondo naturale d’autunno rallenta e d’inverno si ferma, questo è un fatto che l’umanità conosce dall’alba dei tempi. Non occorre essere un etologo per sapere che gli animali più furbi, scoprendo al risveglio che il tempo è uggioso, che fa freddino e magari è ancora buio, si girano sul fianco e restano nel proprio nido, grotta o tana a dormire sbracati fino a mezzogiorno. Taylor vorrebbe che noi esseri umani volgessimo le spalle alla civiltà e nelle medesime condizioni uscissimo di casa infagottati in pesanti cappotti, riparati a stento da ombrelli di tela ed andassimo in qualche bunker a svolgere mansioni alienanti in cambio di un’incerta ricompensa economica. Vorrebbe che preferissimo l’uscire al buio ed al freddo per andare a produrre beni di consumo al ruzzolare come cuccioli sotto le calde trapunte domestiche. Vorrebbe che fossimo contenti di questa sofferenza, la quale ci pone in realtà un bel paio di gradini sotto al ghiro sulla scala evolutiva, e la esalta definendola con termini pomposi quali
organizzazione ed efficienza. Io credo che la sola idea di migliaia, milioni di individui che ogni mattina si alzano, si vestono, escono dalla propria abitazione e si rendono produttive, in qualsiasi stagione dell’anno, con qualsiasi tempo e clima, a prescindere dalla propria volontà immanente, sia quanto di più lontano dal concetto di umanità che qualsiasi essere pensante sia in grado di concepire. Credo, lasciatemelo dire, che Frederick Taylor sia un sadico e che l’umanità mai accetterà di piegarsi ai soprusi che inevitabilmente deriverebbero dalle sue farneticanti teorie."

Una coppia di ghiri sotto le panche della terza fila applaudì con convinzione.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.