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14/11
2006

Vince chi seppellisce viva la maliziosa lolita giapponese

"Volete tenere i vostri figli al riparo da esperienze simboliche rappresentanti atti di violenza fisica e psicologica, cannibalismo, scene di sangue e potenziali pericoli sessuali? Non mandateli in chiesa."
(Da un intervento del Professor Maloroso al congresso federale sulla violenza giovanile, Atlanta 1922.)

"Un gioco che stuzzica l’orco che potrebbe risiedere in chi ha il joypad in mano."
(Da una strepitosa recensione di Rule of Rose, Panorama 2006)

Il 15 Gennaio 1920, com’è noto, il professor Maloroso si trasferì per un certo periodo nella piccola cittadina di Trencibullo Sul Minghio, a soli 35 chilometri dal centro di New York; tra i motivi della sua emigrazione negli Stati Uniti va senz’altro annoverata la malsopportazione della deriva autoritaria ed illiberale che stava soffocando il suo paese natale. Egli riteneva che, nel nuovo paese, i cittadini come lui avrebbero goduto di maggiore libertà e che un governo più maturo e democratico avrebbe difeso i loro diritti senza esercitare un controllo pervasivo sulle loro vite private.
Fu quindi con un certo disappunto che accolse l’introduzione del Proibizionismo, il 16 Gennaio 1920, quando doveva ancora finire di disfare le valigie.

Manifesto  per la campagna contro i videogiochi violenti del 1920Tra le attività individuali prese di mira dal 18simo Emendamento, oltre alle sigarette ed agli alcolici, anche numerosi passatempi infantili. Nell’intento di moralizzare le masse e prevenire il dilagare della violenza giovanile si cercò infatti di proibire non solo fenomeni come il bullismo, ma anche giochi tradizionali come Guardie e Ladri, la lotta o Seppellisci viva la Bambina. Insomma, tutti tranne Nascondino e Palla Avvelenata, ribattezzata per sicurezza "Palla moderatemente tossica".
Quello che colpì il professor Maloroso, tuttavia, non fu tanto l’inefficacia del Proibizionismo rispetto ai nobili obbiettivi che si era posto, né la somiglianza di questa politica con molte iniziative simili che aveva dovuto sopportare in passato sotto governi meno liberali, né la presunzione di politici ottanuagenari, giornalisti e commentatori nel voler proibire attività che non conoscevano affatto. Quello che colpì il professor Maloroso fu il fascino del proibito che immediatamente circondò e portò al successo clandestino giochi altrimenti banali e destinati all’oblio; si calcola che la sepoltura di bambine da parte di coetanee, per esempio, fosse stata in netto declino per tutti gli anni ’10 prima di tornare eclatantemente in auge proprio nel periodo del Proibizionismo, culminando nel colossale sacrificio rituale a Yog Sothoth del 1929. Questo permise, tra le altre cose, alla cosiddetta "mafia dello Scaffale" di esercitare il totale controllo sui giochi proibiti scaricandoli in porti fuorilegge e diffondendoli per il paese.
Sulla base di queste osservazioni il professore ipotizzò che, non essendo eticamente ammissibile e materialmente possibile impedire a tutti i bambini la pratica di queste attività ludiche (tra le quali vanno comunque incluse, ricordiamo, il bere, il fumare, il praticare sesso sfrenato nei bagni della scuola), qualsiasi verboso dibattito in merito fosse inutile e dannoso. A sostegno della propria tesi calcolò che, tracciando un’ipotetica linea di sviluppo della civiltà occidentale nel secolo successivo, le politiche di stampo proibizionista si sarebbero succedute ad ondate ogni tre-quattro anni, con grande dispendio di chiacchiere a favore o contro, senza peraltro ottenere alcun risultato che non fosse l’incremento della vendita di giochi mediocri, whisky rancido e completi gessati.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.