20/3
2007

La cellula fondamentale

Sarà che la mia generazione è finalmente arrivata all’età riproduttiva, ma vedo dappertutto intorno a me gente intenzionata a sposarsi. Parenti, colleghi, persino quel vecchio anticlericale del mio amico ubriacone ha ceduto le armi e sta seguendo un ridicolo corso per fidanzati. Niente di male in tutto questo, rientra nell’ambito delle scelte personali. Ma allora perché questo accanimento di ecclesiastici e cattolici nell’affermare che la famiglia è in pericolo, la famiglia è minacciata, no dico no taliban?
Per i vescovi e gli altri agenti vaticani può anche essere (e senz’altro è) una questione di potere, di soldi, di presa sulla società: meno matrimoni, uguale meno possibilità per loro di mettere il naso in quello che succede entro le mura domestica, meno battesimi, meno giovani virgulti da educare secondo la loro dottrina, meno gente disposta a fare quello che loro chiedono, impongono, suggeriscono. Meno monetine nel cestino delle offerte. Meno anime in paradiso, per quelli in buona fede.
Ma tutti gli altri cattolici che s’ingrassano di dichiarazioni contro le coppie di fatto ed i matrimoni omosessuali, che cosa vogliono, che cosa temono? Di andare all’inferno se non si sono impegnati abbastanza? Che i loro figli diventino omosessuali per provare l’ebbrezza proibita di mettere su una coppia omosessuale?
Che la società si sfasci, dicono, perché la famiglia è "la cellula fondamentale della società". Opinabile, dipende dal livello di dettagli con cui scegliamo di guardare la società. Facciamo un passo indietro, e la cellula fondamentale della società diventa il paese, la città, la regione, la Nazione. Meglio fare un passo avanti, e la cellula fondamentale diventa l’individuo, con i suoi desideri e bisogni e aspirazioni e tutto quel genere di cose. Un altro passo avanti, e la cellula fondamentale della società diventa la cellula. Insomma, la scelta della cellula fondamentale della società è altamente discrezionale, anche perché la società non è un organismo*.
Cerchiamo di venirci incontro, dai. Io ammetto che la cellula fondamentale della società è la famiglia, non ci credo ma faccio finta, ed in cambio voi ammettete che affinché un organismo sopravviva è necessario che sia composto di cellule di tipo diverso, con funzioni diverse. Neanche questo vi va bene? Bene, passiamo al catastrofismo.
Io ammetto che la cellula fondamentale della società, così com’è attualmente, è la famiglia.
Voi ammettete che la società, così com’è attualmente, fa schifo.

Intanto, per il 12 Maggio è stato proclamato un "Family day", una manifestazione a Roma, ed io non ho mai visto una manifestazione in difesa di una cellula fondamentale, potrebbe essere interessante. Una manifestazione in difesa della più forte istituzione sociale esistente sul pianeta, che nel nostro Paese non è oggettivamente messa in pericolo da nessuno. E dopo? Propongo una grande manifestazione nazionale in difesa dei diritti del’uomo, inteso come maschio, in casa e sul posto di lavoro. Una manifestazione contro la discriminazione dei bianchi. Un’oceanica adunata in difesa degli italiani alti tra un metro e cinquantacinque ed un metro e novantacinque, costantemente minacciati da questo governo di comunisti che pensa solo ad elargire privilegi ai nani e ai giganti.
Che manifestino, è tutto di guadagnato: prendono aria, si schiariscono le idee, si ossigenano un po’ le cellule.



* Ci avevate mai fatto caso, eh? Eppure. C’è anche chi sostiene il contrario, come no, soprattutto nella sociologia ottocentesca.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.