23/8
2007

Cartoline dall’Istria

Istria, Agosto 2007. Il sole tramonta sul mare. Una coppia cammina sugli scogli, fino a scegliere una roccia tra le più piatte. Lei si siede voltando le spalle al mare, mentre lui, con aria sognante, inizia a frugare nella borsa della spesa che ha portato con sé, tirando fuori due bicchieri, una bottiglia, della frutta.
"Una cenetta romantica sulla spiaggia", pensiamo.
Invece, lui dispone i bicchieri e la bottiglia sulle rocce, valuta con attenzione la composizione, vi aggiunge una pesca sulla destra, la sposta a sinistra, ne aggiunge un’altra, lei lo segue con lo sguardo, lui tira fuori dalla borsa della spesa una macchina fotografica, allunga il cavalletto, verifica l’inquadratura ma qualcosa non va: il sole al tramonto è troppo forte, bisogna spostare tutto sull’altro lato della roccia e fotografare voltando le spalle al mare, tenendo sullo sfondo gli alberi e la strada.
"Ma così potevano farla anche a casa." commentiamo noi, tre scogli più in là.
Lei si annoia, forse vorrebbe mangiare ma lui sta ancora disponendo le pesche in una nuova natura morta. Fa un paio di scatti, poi sposta ancora il cavalletto e tira fuori dal sacchetto di plastica anche una telecamera, sostituendola alla macchina fotografica. Inizia a riprendere lei che sospira di fronte al mare, ormai trasformato in una distesa di metallo incandescente, lei che se è sana di mente sta probabilmente meditando di affogarlo o chiedere il divorzio. Stanco di zoomare e girarle intorno, lui fissa finalmente la telecamera ed iniziano a cenare, sforzandosi di assumere l’aria più naturale possibile.

La sera dopo, pressapoco alla stessa ora, stiamo tornando verso la nostra tenda da battaglia ed eccoli di nuovo lì, che salgono il sentiero verso gli scogli con la borsa della spesa e tanta voglia di ricominciare.
Ridiamo così forte da star quasi male.

Metallo

(Io: campeggio economico sconosciuto alle guide, vicini di tenda sloveni scassapalle con cane e radiolina che non erano capaci di sintonizzare mai, altri vicini ragazzini tedeschi di diciotto anni e un minuto buoni solo a far l’amore tutto il giorno, che pure non è poco, giornate passate sugli scogli a prendere il sole, ascoltare musica, nuotare tra le orate così fresche che erano ancora vive, riposarsi gli occhi guardando il mare, ferirsi i piedi sulle rocce taglienti, cucinare sul fornelletto da campo, bere birra ceca e vino corso, assaggiare quel sapore essenziale che ha la realtà lontano da casa, quella nostalgia per un luogo dell’anima ancora alieno al frastornante sciabordio di cazzate futili o serissime che ci assediano da ogni parte. Come sempre, tornare dall’est è un errore.)

(Tornare all’est, invece, è piuttosto probabile.)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.