24/5
2007

Un anno di governo Prodi. Sempre meglio del colera.

Un anno di governo Prodi. Tutti si dedicano ai bilanci ed io chi sono, l’ultimo dei pirla*?
C’è chi è comprensibilmente disgustato da tutte le cose cattive che questo governo ha fatto. Il tfr, la finanziaria, la base ameregana, e via discorrendo. C’è anche chi è comprensibilmente risentito per tutte le cose buone che il governo Prodi non ha ancora fatto e non si sa se mai farà: i pacs, la regolamentazione del conflitto di interessi, l’abolizione della proprietà privata, ecc.
Siamo un paese di lamentoni, in fondo, questo ci riesce bene. Io prendo le distanze da questo modo di pensare e voglio piuttosto cogliere l’occasione per ricordare tutte le cose cattive che il governo Prodi non ha ancora fatto. Non è detto che non le faccia in futuro, ma almeno per il momento non le ha fatte. E queste sono:
non ha dichiarato guerra a qualche paese del terzo mondo, né tanto meno ad uno degli altri due; non ha vietato l’utilizzo di Internet; non ha fatto uccidere tutti i primogeniti maschi; non ha ripristinato lo jus primae noctis a proprio vantaggio; non si è messo a promulgare a tutto spiano leggi per salvare dalla galera se stesso od i propri collaboratori; non ha reso obbligatorio per i figli di intraprendere la medesima professione del padre, reinstaurando così la servitù della gleba; non ha venduto la Sardegna ai giapponesi; non ha fatto erigere gigantesche statue di se stesso nelle principali piazze italiane; non ha reso il cinese lingua obbligatoria nella pubblica amministrazione ed infine non ha vietato l’utilizzo di mutande rosse, obbligando tutti i cittadini ad indossarle sopra i pantaloni per poterne verificare il colore.
Tutte cose che, ricordiamolo, erano invece nel programma della Casa delle Libertà.

Stavo per aggiungere "non ha fatto sparire misteriosamente nel nulla giornalisti scomodi come Vespa e la tizia di Verissimo", ma non sono del tutto sicuro che si tratti di una cosa cattiva, e poi mi è venuta in mente la Fallaci.




* Non è necessario rispondere, in realtà.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.