20/12
2006

La funzione simbolico/catartica di Paris Hilton nella società occidentale contemporanea

Non ha fatto nulla per diventare famosa, se non nascere. Poi ha partecipato ad un reality, pare persino che abbia scritto un libro, che abbia inciso un disco, ma è evidente che se di cognome non facesse "Hilton", questa chicquetta non se la calerebbe nessuno. Avrebbe potuto essere solo l’ennesima oca miliardaria, pure bruttarella, se ad un certo punto non avesse scelto di immolare la sua giovane vita alle copertine delle riviste scandalistiche ed all’inaugurazione di party alla moda. Le rubriche di gossip di TGCom ce l’hanno fatta conoscere, i ricorrenti speciali di MTV sul lusso di cui circonda se stessa ed il suo cane ce l’hanno fatta odiare, le pubblicità dei telefonini ce l’hanno resa insopportabile agli occhi e alle orecchie. Si è anche tentato di proporla come pruriginoso oggetto del desiderio, ma quel video amatoriale ripreso agli infrarossi sembrava la versione porno di alien vs predator. Solo che Raul Bova ansima meglio.
Insomma, Paris Hilton ha deciso di incarnare a tempo pieno il ruolo di simbolo di tutte le buone ragioni di chi odia la società occidentale. E’ ricchissima, bionda, volgare, appariscente, stupidina, esibizionista, viziata: un cliché vivente e buon per lei che questo sporco lavoro sembri piacerle. Tanto sappiamo anche che tra qualche anno, quando i festini non la divertiranno più, cercherà lo svago convertendosi a qualche pratica religiosa esotica e diventerà molto casta e generosa nel dispensare buoni consigli. Dipinta così, mi rendo conto, sembra che questa tizia tutto sommato insignificante sia una specie di buco nero vivente in grado di attirare il mio odio da ventimila chilometri di distanza. Beh, lo è.
Non mi stupisce che il suo nome sia risultato il termine di ricerca più usato su Google News nel 2006. Basta guardare le ricerche che la seguono in classifica: Orlando Bloom, cancro, podcasting, Katrina, fallimenti. Com’è naturale, la gente va su Google News per cercare le disgrazie.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.