14/3
2006

Chi perde paga

Il presidente serbo è diventato Kusturica.
Babic serbocroato.

Guardare il TG è sempre uno spasso.

Milosevic esaltato in un crescendo di dittatore, criminale di guerra, carnefice, macellaio. Nessun dubbio, nessuna contestualizzazione, nessuna controparte, eventualmente qualche complice ancora ricercato.
Le donne di Srebrenica che esultano davanti al televisore ("Ehi, è morto Slobodan Milosevic, corriamo a dirlo alle donne di Srebrenica e cogliamo al volo la loro espressione mentre apprendono la notizia." Molto credibile.)
Il tira e molla sul funerale, che si potrebbe tenere a Mosca, a Belgrado, in Montenegro oppure in tutti e tre i posti contemporaneamente dopo apposito sezionamento del cadavere ("Ehi, andiamo a rendere omaggio alla tomba della gamba destra e del braccio sinistro di Milosevic."). Oppure presso la tomba di Tito, che è tanto caruccia e non ci va mai nessuno, giusto per vedere se i nostalgici di Slobo sono disposti a farsi un giro da quelle parti (ok, questa è una mia proposta).
La Del Ponte un po’ indispettita per la scomparsa del suo giocattolo preferito e un po’ sollevata per aver almeno concluso un processo, nonostante la poverina abbia dovuto sprecare in tribunale tanto tempo che avrebbe invece potuto dedicare più proficuamente ai suoi passatempi preferiti tipo, chessò, dichiarare che Karadzic verrà presto catturato.
Sul serio, a che serve inscenare un processo contro un dittatore che è già stato sconfitto dalla Storia? Dove per "Storia", naturalmente, si intende "i mass media dei paesi vincitori che prima facevano finta di niente o magari collaboravano o leccavano il culo ma improvvisamente ispirati dal nobile spirito della Democrazia Occidentale si rendono conto di avere a che fare con un mostro inumano, un sanguinario dittatore senza scrupoli che ambisce solo al potere personale o segue deliranti sogni nazionalistici e porta alla rovina il proprio popolo peraltro di suo abbastanza indolente o corrotto o parzialmente civilizzato ma per fortuna ci siamo noi che portiamo la libertà e gliela sganciamo sulla testa in comode confezioni da due tonnellate."
Non è che io provassi una smodata ammirazione per Milosevic, forse era davvero il babau balcanico ma quello che penso io di lui ora non c’entra assolutamente nulla. La sua morte archivia a tempo indeterminato la condanna "storica" contro la Serbia ed i serbi, unici o principali responsabili del grand guignol nell’ex jugoslavia, evitando persino le assai improbabili rivelazioni che il processo avrebbe potuto riservare. Ora Milosevic è diventato un personaggio da libro di scuola e può indossare più comodamente e senza contraddizioni i panni che già gli avevano cucito addosso; solo una volta gli ho sentito attribuire l’aggettivo di "sospetto" criminale di guerra ed è stato comprensibilmente Remondino, da Belgrado.

Quello che abbiamo sentito su Milosevic in questi giorni, i ritratti a tinte forti, la rievocazione dei massacri pianificati ed istigati, i bignamini della guerra sanguinaria da lui ambita e condotta contro popoli innocenti, è l’ultimo stadio di un percorso di propaganda pre e post bellica che si è concentrato per anni sulla Serbia, si è ripetuto paro paro per l’Iraq e che sta cominciando ora con l’Iran: la demonizzazione di un nemico, meglio se più debole o sconfitto, il quale funge da capro espiatorio ed assorbe su di sé tutte le colpe. Il lupo cattivo, l’ebreo cattivo, il serbo cattivo, l’arabo cattivo. Niente di speciale, eh. Lo faceva probabilmente anche Milosevic.


UPDATE: Non ci posso credere, hanno davvero esposto il corpo di Milosevic alla Casa dei Fiori.
Chissà che finalmente ’sti serbi abbiano scoperto dove si trova la tomba di Tito.

[Disclaimer: questa battuta la possono capire tre persone al mondo, le altre si possono anche sentire escluse.]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.