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21/8
2007

Bar Balcanico Segreto

Beccate sto vudù e che non se ne parli più

Qualche giorno fa, prima di partire a rigenerarmi per le lande meravigliosamente deindustrializzate dell’istria, avevo scritto un breve post che a causa di problemi tecnici non sono poi riuscito a pubblicare. Vi raccontavo, con brevi frasi ad effetto ed alcune sagaci battute, di come il prode Nello ci avesse fatto scoprire un bar balcanico segreto (d’ora in poi abbreviato in b.b.s.) nascosto nel centro del borgo. Nascosto, perché composto da un paio di stanze quasi spoglie ed un paio di tavolini fuori, molto stile anni ’70, senza eleganti motivi di design ad impreziosire l’ambiente, senza pezzi di antiquariato appesi per dare un’aria di vecchia trattoria veneta, senza poltroncine anatomiche con imbottitura in microfibra antiacaro, o esposizioni di bottiglie di vino pregiato. Insomma, un bar. Questo b.b.s. è normalmente frequentato solo da ex-ju vari e da Nello stesso, il cui modo di parlare in serbocroato/bosgnaccaro ha inevitabilmente fatto commentare alla barista che nessuno, in realtà, parla in modo così corretto e scolastico, proprio come gli diciamo noi da una vita (ma riferendoci all’italiano). In pochi lo conoscono perché non ha un’insegna sulla strada, nessun copywriter gli ha studiato un nome, ed è nascosto dagli occhi dei passanti dal locale a fianco, sempre affollato di tristi borgatari natii impegnati a sfoggiare il loro essere trendy. Raccontavo, in quel post perduto, di come i baristi o gli avventori del b.b.s. (non era molto chiara la differenza) ci avessero accolto amichevolmente ed offerto un giro di birre, mentre allo Schiosco che è praticamente la nostra seconda casa non ci offrono un bicchiere d’acqua dal lontano 2003. Non raccontavo di come (ovviamente) qualcuno avesse bevuto troppo e fosse dovuto (come sempre) scappare in bagno a gomitare, perché non voglio infierire e poi io non posso sapere cosa si prova perché non ho mai bevuto come ha bevuto quella persona.
Insomma, volevo esprimere la mia soddisfazione per aver scoperto una bettolina tranquilla e accogliente come piace a me, e per il fatto che a farci scoprire questo posto (e forse anche a garantire per noi presso la mafia serba, chissà) sia stato proprio Nello, detto la gazzella di Tuzla, che fino a pochi anni fa non sapeva distinguere un bar da un pulisecco, e come cambiano i tempi, e come diventiamo anziani, e tutto quel genere di cose.

Ma inutile soffermarsi su quel post che non ho mai pubblicato, parliamo invece delle ferie che ho passato languidamente sdraiato sulle pietre assolate dell’istria. Più tardi.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.