26/9
2007

Ahmadinejad, un uomo per molti ma non per tutti

E’ facile immaginare perché il presidente iraniano Ahmadinejad sia così simpatico. Di estrazione popolare (il padre era fabbro), sobriamente elegante sia nel tradizionale completo scuro sia in maniche di camicia, spesso con il volto illuminato da un ampio sorriso e fieramente determinato nel combattere le tendenze guerrafondaie ed imperialiste di americani ed europei. Inoltre, assomiglia molto all’amico Nello. Potrebbe essere il figlio segreto di Nello e Nanni Moretti, se solo la natura non avesse saggiamente reso impossibile il concepimento di una simile mostruosa creatura.
Un paio di giorni fa, invitato a parlare alla Columbia University di New Amsterdam, Ahmadinejad è stato insultato fin dalla presentazione; per quanto ognuno sia libero di esprimere la propria opinione, non si capisce perché invitare una persona ad un dibattito e poi delegittimarlo ancora prima che prenda la parola. Evidentemente gli organizzatori sapevano di avere a che fare con un personaggio scomodo, che avrebbe espresso opinioni non convenzionali e fatto digrignare i denti a quegli americanucci sempre pronti a guardare cosa uno fa o non fa a casa propria ma estremamente miopi ed ipocriti sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal loro governo, sulle bugie spacciate dai loro mezzi di comunicazione e sul razzismo e l’etnocentrismo che domina le loro vite. Ahmadinejad ha infatti ricordato come, Olocausto o meno, gli israeliani dovrebbero smetterla di maltrattare i palestinesi; ha ribadito l’intenzione dell’Iran di sviluppare il nucleare per scopi pacifici, com’è pienamente nei suoi diritti nonostante le pretese di potenze egoiste; ha espresso solidarietà per le vittime dell’undici settembre, pur invitando ad una più profonda indagine sulle cause e gli autori di quell’evento.
Sarebbe quasi l’uomo perfetto, Ahmadinejad, se solo non fosse effettivamente anche un populista ansioso di vedere il giorno in cui "l’onda islamica travolgerà il mondo", nonché un assassino con il vizietto di far ammazzare gli omosessuali per poi affermare candidamente che in Iran "non ce ne sono, non so chi vi abbia detto che ne abbiamo". Anche la situazione della libertà di stampa, dell’accesso ad Internet, della libertà di parola e di associazione non è per niente rosea. Sembra pure che nelle carceri iraniane si pratichi un po’ troppo spesso la tortura, ed anche la pena di morte eseguita tramite pubblica lapidazione non dev’essere simpatica. A nessuno piacciono le minoranze etniche e religiose, ma in Iran sembra che queste soffrano di particolari problemi, che comprendono il carcere e per l’appunto la tortura. Per quanto riguarda l’opinione espressa da Ahmadinejad secondo cui "le donne in Iran sono rispettate", sarebbe allora da chiarire perché si tengano periodicamente delle manifestazioni per richiedere la fine della discriminazione, e perché queste manifestazioni vengano disperse con la forza dalla polizia, con conseguenti arresti e ancora torture. Pare che la tortura, in effetti, sia una merce abbastanza inflazionata nell’Iran di Ahmadinejad, per quanto indubbiamente non l’abbia inventata lui. Ora, sappiamo tutti che neanche Amnesty International è priva di macchie, tuttavia queste considerazioni gettano più di qualche ombra sulla figura del presidente Ahmadinejad, che pure ci piacerebbe considerare solo per i suoi aspetti positivi (che sono, desidero ricordare, il suo aspetto da presidente operaio, il suo sorriso da ciuchino ed il suo odio per gli Stati Uniti).
Essendo irrealistico ipotizzare che esistano due Ahmadinejad, tipo il gemello buono, bello e simpatico ed il gemello cattivo, fetente, fondamentalista, negazionista, razzista, omofobo e torturatore sembra necessario concordare con il presidente della Columbia University nel definire il presidente iraniano "a petty and cruel dictator", un dittatore coccolone e crudele.




P.S.: Questo testo è stato scritto con l’approvazione dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, che sono poi quelli che decidono in realtà quello che Ahmadinejad può andare in bagno al mattino o deve tenersela fino a scoppiare. Lo sponsor vi ricorda che Allah è grande e Marameo è il Suo profeta, o qualcosa del genere.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.