17/10
2006

Offresi ricompensa

S’appassiscono le foglie, s’accorciano le giornate, scende la temperatura e come da regolamento puntualmente il mio corpo impazzisce, s’insonnia e s’ammala. E pensare che come un bravo castorino mi stavo giusto preparando la tana per l’inverno, accatastando ordinatamente ventiseivirgolasei quintali di legna di faggio per la stufa, riverniciando gli infissi e facendo tutte queste cose a cui ci dedichiamo noi bambini grandi all’approssimarsi della brutta stagione, oltre a bere vino e mangiare castagne arrostite e soppressa e formaggio pinciòn.

[Il karma colpisce ancora: possibile che di tutti i sei miliardi (e rotti) di abitanti del pianeta Terra, l’unico a darmi spontaneamente e gratuitamente una mano per sistemare la legna, senza neanche averlo mai visto in faccia prima, in una situazione in cui ero piuttosto nei guai e con urgente bisogno di aiuto, sia stato un veronese? Qui qualcuno vuole farmi sentire in colpa.]

Offresi ricompensa

Invece, con ancora un quattro o cinque quintali di ciocchi in giardino, mi ritrovo improvvisamente ammalato. Non proprio ammalato da stare a casa dal bunker, ma comunque troppo ammalato per lavorare, se mi capite. Emigrare al sud evidentemente non mi ha messo al riparo dai malanni di stagione o, forse, tre chilometri a sud non è una distanza sufficiente per notare miglioramenti. Fatto sta che ho tutto l’apparato respiratorio in fiamme, la testa pesante, le ossa rotte e gradirei davvero molto se qualcuno mi portasse a casa magari una bella tazza di vin brulé caldo e qualche altra caldarrosta, che le mie le ho finite (e del formaggio pinciòn, se volete essere davvero gentili). Non pretendo che accatastiate la legna al posto mio, sia chiaro, ma devo ammettere che ne sarei davvero commosso. Per quanto le mie limitate forze mi consentano, intratterrò i soccorritori con deliziose disquisizioni sulla situazione politica nazionale ed internazionale, il caso Saviano, l’emergenza rifiuti, la messa in latino e tutti gli argomenti più trendy del momento. Mi sono visto persino Report.

Nel caso non possiate recarvi da me fisicamente, accetto anche lettere di conforto, dediche alla radio, consigli della nonna contro l’influenza e scansioni di fette di formaggio pinciòn nella casella e-mail.

Nel frattempo, soccombo e aspetto Primavera.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.