15/6
2007

Dalla parte del ninja

Quando scendeva la sera si abbigliava come un ninja e armato di arco e frecce (faretra sulle spalle e coltello legato ad una gamba) depredava gli agricoltori della campagna rodigina e ferrarese. Le razzie però per Igor Vaclavic, 31 anni, si sono concluse quando i carabinieri di Rovigo l’hanno arrestato. Le sue rapine avevano creato un allarme sociale tra gli agricoltori, intimoriti dal suo abbigliamento (tutto di nero, compresa la bandana in testa) e dall’improvvisa apparizione nelle loro case del russo, che con un armamentario medioevale li obbligava a cedere oro e denari. Lui li teneva a bada con la freccia sull’arco teso. Agiva con l’imbrunire e, stando alle denunce presentate, aveva già colpito cinque volte.

L’arresto L’ultima pochi giorni fa ai danni di una famiglia in un’azienda agricola di Santa Maria Maddalena (Rovigo). Ieri sera ha riprovato, ma i due anziani agricoltori hanno reagito facendo fuggire il malcapitato. I carabinieri, che già da tempo perlustravano la campagna senza successo, hanno fatto una battuta più incisiva scoprendo l’uomo in un casolare abbandonato, dove si era rifugiato sperando di svanire come Robin Hood, il suo mito. "Nella mia carriera - ha detto un alto ufficiale - ho visto di tutto, ma questa mi mancava".


Questo riporta l’ANSA. Qualche altra informazione l’ha snocciolata il tg regionale; tra le refurtiva di Igor, più che oro e denari, si sono visti prosciutti e formaggi, qualche cellulare, il tutto diligentemente disposto a semicerchio sul tavolo da qualche solerte carabiniere, forse dallo stesso che "ha visto di tutto". Cerco di immaginarmi Igor Vaclavic, 31 anni, ex soldato della fanteria russa, vestito di nero, che vaga per le campagne armato di un arco scalcinato, cerco di immaginarmelo ferito da una fucilata di un vecchio contadino (questa la "reazione" a cui accenna l’articolo) che si rifugia nel suo casolare abbandonato, da solo, sanguinante, fino a quando le nostre efficienti forze dell’ordine lo scovano ancora travestito e pongono fine alle sue "razzie" ed all’"allarme sociale" da queste causato. Ora è in attesa di giudizio. Immagino sarà accusato di immigrazionde clandestina, rapina, detenzione d’armi, violazione di domicilio, e chissà cos’altro.

Cerco di immaginarmelo.
Poi cerco di immaginarmi Cragnotti, Tanzi, Geronzi, Moggi, Umberto di Savoia, Ricucci, Fiorani, Gnutti, Previti, Dell’Utri. E tutti gli altri, quelli che non si fanno neanche una settimana di carcere perché la prigione li manda in depressione. Quelli che hanno rubato e continuano a rubare impunemente in pieno giorno, vestiti da top manager, con la figa ingioiellata che testimonia in tv la sua fedeltà al marito anche durante "questo momento difficile", che quando sono braccati dalla polizia si rifugiano nella loro villa a Santo Domingo, quelli che se un contadino veneto se li trova davanti, non solo non gli spara, ma si vergognerebbe anche a guardarli negli occhi, quelli che i carabinieri non braccano nelle campagne, non fanno battute del cazzo quando li arrestano, ma anzi chiedono loro scusa per il disturbo, quelli che infangano persino la definizione di "ladro", perché rubano solo per avidità e per lo sfizio di umiliare chi non ruba.

Questo ninja russo, al confronto, è un galantuomo e merita tutto il mio rispetto e la mia ammirazione. Se tutti i ladri fossero come lui, questo sarebbe un paese più dignitoso.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.