31/8
2007

Go east, young man.

Mentre qui si snocciolano bestemmie come candide perle del rosario a causa dei recenti attentati alla viabilità pubblica, progettati presumo da un qualche architetto con il fidanzato in consiglio comunale ed approvati da un qualche assessore che ha imparato tutto quello che sa di urbanistica da SimCity, mentre si trema e suda per gli ultimi squallidi gialli estivi e per un telegiornale edizione dopo edizione sempre uguale che ripete sconsolato che brutta fine facciano le brave ragazze e quanto a indizi, oggi ancora no, domani forse, comunque che storia signori telespettatori, mentre mezza italia si prepara già alle alluvioni autunnali e l’altra metà è ancora in fiamme a pagina sei dei principali quotidiani senza creare troppo scandalo e senza far versare troppe lacrime, ad eccezione di quelle papali le quali però, portando egli notoriamente una sfiga nera, causerà con ogni probabilità l’esplosione contemporanea del vesuvio e dell’etna, mentre ci si chiede perché mai i sindaci siano così felici di avere i parabrezza sporchi e cosa ci offra di bello Venezia dove anche quest’anno non siamo stati invitati e se il governo resisterà al peso dei propri fardelli e flagelli e se non si stesse meglio quando si era cuccioli innocenti che giocavano ad addentarsi e a rincorrersi, mentre tutto mentre niente io me ne torno all’est, di là della collina, a prendere il sole o la pioggia ed ascoltare musica lasciando che i miei occhi si riempiano di mare e nient’altro e le orecchie si svuotino del brusio della ventolina di questo computer e dei motori a scoppio e tutta questa polentaggine svanisca all’orizzonte, sdraiato sugli scogli a mettere da parte un po’ di sole per le notti d’inverno.


E voi ormai siete tutti in città. Gné. Gné. Gné.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.