7/10
2005

L’influenza dei polli

Il famoso sociologo tedesco Max Weber morì nel 1920 a causa della grande epidemia di influenza detta "Spagnola"; le sue opere sulla religione, il capitalismo, la burocrazia, sono comunque discutibili ma senz’altro consigliabili per lo studio della società contemporanea mentre le sue teorie sulla razionalità e le motivazioni del comportamento umano lo accreditano a buona ragione tra i padri della sociologia. Nel corso di quel medesimo 1920, la Spagnola uccise anche un mio zio al quale ero molto affezionato, residente sull’altopiano di Asiago, coltivatore di tabacco anafabeta e noto dei dintorni come gran bestemmiatore: tale Giacomo Peretta, detto "Spussa" a causa del cattivo odore che emanava. A ben pensarci, in tutta la sua vita la Spagnola è stata l’unica cosa che abbia mai avuto in comune con Weber.
[da "J.S. Maloroso: autobiografia non autorizzata", Bradipart Editore, 1977]


Una decina di giorni fa mi è stato segnalato quest’articolo di AltroConsumo sull’influenza aviaria. Vi invito a leggerlo, ma per chi avesse fretta nell’articolo ci si chiede come mai il ministero della salute abbia invitato tutti i cittadini a sopporsi alla comune vaccinazione antinfluenzale a titolo di precauzione contro l’influenza aviaria. Considerando anche, infatti, che al momento non è mai stato segnalata una trasmissione del virus di quest’ultima da uomo ad uomo, che l’epidemia ha colpito esclusivamente alcuni paesi asiatici e che molte delle notizie più allarmistiche su questo virus sono emerse da un convegno finanziato dalle aziende farmaceutiche, AltroConsumo domanda al ministero se questo allarmismo non sia eccessivo e soprattutto su quali basi scientifiche si ritenga che il normale vaccino stagionale possa servire a qualcosa, perché dovremmo farlo tutti, e perché - se davvero dovesse servire - ce lo dovremmo pagare noi.

A spulciare la Rete, in effetti, si legge che il ministero della salute ha già stanziato per decreto più di cinquanta milioni di euro per la prevenzione e la lotta all’influenza aviaria. In questo decreto non rientra l’acquisto di vaccini, ma dal ministero dell’economia hanno fatto sapere che in caso di pandemia loro sono già pronti a sborsare. Anche in questo caso si parla naturalmente del vaccino contro l’influenza stagionale, d’altra parte (giusto per chiarire) un vaccino specifico contro il virus H5N1 proprio non esiste. Ma in caso di pandemia servirebbe sottoporsi ad un vaccino non specifico? Sulla base delle mie scarse conoscenze di medicina, ne dubito. E come prevenzione? Il ministero, dicevamo, sostiene di : per evitare che, in caso di coinfezione, si possa verificare una ricombinazione genetica tra il virus umano e quello animale. La coinfezione è la presenza contemporanea, in un essere umano, di due virus diversi: in questo caso quello dell’influenza aviaria e quello dell’influenza comune. Ma è un rischio che corre così tanta gente, in italia? Quegli sconsiderati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si limitano a consigliarla "alle persone ad alto rischio di esposizione al pollame infetto".(Verso la fine del documento linkato, al paragrafo "Influenza pandemics: can they be averted?", traduzione mia)
La vaccinazione non servirebbe, comunque, a proteggersi contro l’influenza aviaria ma solo ad evitare che, una volta contratto il virus, questo si ricombini con quello dell’influenza comune acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Del resto, sembra che in altri grandi casi di epidemia la ricombinazione genetica del virus dell’influenza sia avvenuta nell’organismo di mammiferi diversi dall’uomo: inutile sperare di evitarla con una vaccinazione di massa, quindi, a meno di volerla estendere anche a diverse specie animali. D’altra parte, è anche possibile che il virus muti da solo senza alcun bisogno di ricombinazione genetica, come quello della spagnola.
Naturalmente io non sono medico e potrei anche non aver capito un cazzo per cui aspetto di leggere le risposte del ministero ad AltroConsumo. Nell’attesa (che di certo non sarà lunga) mi chiedo pure che fine abbia fatto la povera Sars, che secondo le stesse fonti che oggi sbandierano la minaccia dell’aviaria ci doveva sterminare tutti due anni fa.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.