28/5
2007

Piove sul giusto, sull’iniquo e su tutti gli altri

Sono arrivati i monsoni, ed io sto sviluppando una serie di malattie tipicamente tropicali. Per esempio, comincio a provare nostalgia per il Brasile, pur non essendoci mai stato. Che poi secondo me il Brasile deve essere un postaccio, con le liane, le tarantole e tutti quegli stupidi, stupidi turisti insostenibili. Comunque.

Sono arrivati i monsoni, ed il Catechista se ne sta steso da qualche parte in un letto d’ospedale, con la gamba spezzata ed il polso pure perchè un qualche imbecille dotato di SUV ha cercato di passargli attraverso. Solo, la famosa legge dell’impenetrabilità dei copri non consenzienti, sapete. Dev’essere noiosetto guardare i monsoni da una finestra d’ospedale, anche se lui probabilmente ha il conforto della fede e tutto quel genere di cose... Ehi, ma allora perché non è intervenuto SuperJesus a salvarlo, mi chiedo? Comunque.

Sono arrivati i monsoni, e sono arrivate le provinciali. Le provinciali, vi rendete conto? E poi, per quale altra ridicola istituzione vorranno farci votare? Bah. Poi si stupiscono che sia ulteriormente calata l’affluenza alle urne: per forza, l’italia è un paese sempre più metropolitano e di classe, mentre le provinciali sono, beh... provinciali. Comunque.

Sono arrivati i monsoni, ed è arrivato anche il primo spinello assassino che la storia ricordi. Questo, per ovvie ragioni, ha gettato nel panico il governo. Come tutelare i figli dei nostri elettori, si sono chiesti, se non mandando gli sbirri nelle scuole? Così i giovani passeranno alla più rassicurante eroina. Se non che, come qualunque sballone aveva già immaginato, pare che lo spinello assassino fosse in realtà condito con la cocaina. Cocaina crackata, specificano con savoir faire gli inquirenti. E poi? Cosa si andranno ad inventare? L’LSD masterizzato? Comunque.

Sono arrivati i monsoni, ed io ho lasciato di nuovo l’ombrello in auto. Comunque, grazie per avere esaudito le mie preghiere, ma io mi stavo lamentando della "società". Non "siccità", stupido dio Amplifon.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.