Cresce la cultura in Italia. Il teatro b" />

25/6
2007

Portrait of the young dog as an artist

"Cresce la cultura in Italia. Il teatro batte lo sport", così sostiene un articolo di Repubblica secondo il quale l’italia sarebbe un paese "ricco di stimoli culturali" soprattutto per quanto riguarda l’offerta teatrale e cinematografica ed i maggiori protagonisti di questa escalation culturale sarebbero naturalmente i giovani, dei quali uno su tre si dedicherebbe ad un’attività artistica. Urrà per il Belpaese, quindi! Il Rinascimento riprenda da lì dove si era interrotto!

A margine, ma molto a margine, vien da chiedersi: ma si considera "cultura" in blocco tutto il cinema ed il teatro? Anche gli Zelig ed i Muccino? Tutto tutto? Qualsiasi stronzata per cui si debba pagare un biglietto troppo caro e sedersi a guardare diventa automaticamente cultura? Ed ha senso misurare anche il livello di cultura del paese in base alla quantità di denari spesi per qualche più o meno degna ed indistinta "attività culturale"? Come lo chiameremo, il Prodotto Culturale Lordo? E questi gggiovani che invece di giocare a calcio torturano una chitarra o scrivono poesie sgrammaticate dandosi dell’artista l’uno con l’altro, stanno davvero creando cultura? Questi gggiovani che affollano le mostre del cinema di ogni dove e portano i culoni flaccidi da un’esposizione all’altra, si stanno "facendo una cultura" o si limitano a consumare con aria saputa, esercitandosi a lanciare in giro occhiate da intellettuale tormentato? Non sono i degni figli di quei piccoli imprenditori che, grazie alla defiscalizzazione, si scoprono "sostenitori della cultura" e finanziano spettacoli di cabaret in dialetto o "panini più lunghi del mondo"?
In base alla mia esperienza, e lo dico con tutta l’autorevolezza di un giovane intellettuale tormentato che passa le notti insonne a comporre poesie sgrammaticate, ce la stiamo tutti menando un po’ troppo, in italia ci vorrebbe meno gente che scrive libri e più gente che legge i giornali, meno gruppi musicali di post-adolescenti di belle speranze e più condanne a cinque anni di prigione per chiunque si definisca artista senza poterlo dimostrare.

Poi vabbé sono gggiovani, si divertano, artisteggino pure purché si ricordino di invecchiare e chiudere la porta quando hanno finito*.



* Questa frase l’ho aggiunta dopo aver scoperto la pagina di GymGangster su MySpace, ed essermi ricordato che metà dei miei amici sono ancora tutti presi da ’sta storia della cultura. Valli a capire. Per fortuna ci siamo io e Pornorambo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.